• Articolo , 11 giugno 2010
  • Il primo mese di raccolta di rifiuti organici in Arpat

  • Dal 10 maggio il progetto “Ridurre e gestire meglio i rifiuti”, che ha come obiettivo l’attuazione di buone pratiche finalizzate alla riduzione della produzione quali-quantitativa dei rifiuti RSU ed assimilati e all’ottimizzazione della raccolta differenziata dell’Agenzia, ha fatto un’ulteriore passo avanti. Presso la Direzione ed il Dipartimento provinciale di Prato, individuate come sedi sperimentali, è […]

Dal 10 maggio il progetto “Ridurre e gestire meglio i rifiuti”, che ha come obiettivo l’attuazione di buone pratiche finalizzate alla riduzione della produzione quali-quantitativa dei rifiuti RSU ed assimilati e all’ottimizzazione della raccolta differenziata dell’Agenzia, ha fatto un’ulteriore passo avanti.

Presso la Direzione ed il Dipartimento provinciale di Prato, individuate come sedi sperimentali, è infatti possibile separare – oltre a plastica, vetro e alluminio – anche l’organico. Tale tipologia di rifiuto viene conferita nelle biopattumiere collocate nei corridoi, in corrispondenza del rispettivo cartello informativo e nelle vicinanze degli altri contenitori per la raccolta differenziata.

Nelle biopattumiere è possibile conferire

* avanzi di cibo di origine vegetale (anche cotti)
* bucce di frutta
* filtri di thè e caffè

mentre è necessario evitare di conferire avanzi di cibo di origine animale e prodotti tessili anche se di origine vegetale (es. cotone). Intorno al progetto si sono realizzati momenti di forte condivisione, testimonianza della disponibilità e della motivazione degli operatori dell’Agenzia a supportare questo percorso virtuoso di sostenibilità. Basti pensare che la presso la Direzione, che ha sede in una zona di Firenze in cui la municipalizzata non effettua la raccolta dell’organico, l’attuazione dell’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione di un gruppo di volontari, formato da operatori del comparto e da dirigenti, che quotidianamente, nel primo pomeriggio, provvedono alla svuotatora delle biopattumiere presenti nei corridoi (vedi foto) e a conferire il contenuto in una compostiera che è stata sistemata nell’area di parcheggio. Gli stessi volontari provvedono alle operazioni di rivoltamento e all’aggiunta periodica di ammendante derivato da sfalci o biotriturati necessari a garantire una buona qualità del compost prodotto.