• Articolo , 9 luglio 2008
  • Il raccolto? Pomodori ed energia

  • Cosa seminiamo quest’anno? In val Curone a due passi da Voghera si scommette su ciò che inquina di meno e rende di più: l’energia solare fotovoltaica. A maggio è entrato in attività a Casalnoceto il più grande impianto del Nord Italia. Sui terreni dell’imprenditore agricolo Davide Stringa è nato un parco solare con una capacità […]

Cosa seminiamo quest’anno? In val Curone a due passi da Voghera si scommette su ciò che inquina di meno e rende di più: l’energia solare fotovoltaica. A maggio è entrato in attività a Casalnoceto il più grande impianto del Nord Italia. Sui terreni dell’imprenditore agricolo Davide Stringa è nato un parco solare con una capacità produttiva stimata pari a circa 500 mila kWh/anno. Un ettaro e mezzo in cui si coltiva energia del futuro. Costruito in 3 mesi, dopo un paio d’anni d’ordinaria burocrazia, l’impianto al confine tra Pavia e Alessandria proietta il territorio verso uno scenario nuovo. Non a caso la Regione Piemonte è intenzionata a trasformare il distretto tortonese nel polo dell’energia alternativa e delle rinnovabili. La sfida a Casalnoceto è grande: far germogliare elettricità tra piantagioni di grano, colza e pomodori. Ci sono 2500 moduli Sharp disposti su 22 file, che generano una potenza complessiva di 450 kwp (chilowatt picco). Un nuovo prodotto tipico che, usando una metafora, finisce direttamente in tavola: l’energia prodotta entra nella rete elettrica tramite un traliccio di media tensione lungo il perimetro del campo. La zona è video sorvegliata e la produzione monitorata. Nei campi di Casalnoceto si soddisfa il fabbisogno energetico equivalente a quello di 200 famiglie, ovvero dell’intero paese. Sotto il profilo ambientale, invece, si taglia la produzione di anidride carbonica per 2,4 tonnellate annue. «Quando abbiamo cominciato la produzione a ottobre, per poi inaugurare ufficialmente l’impianto a maggio, tutti hanno strabuzzato gli occhi – racconta Stringa -. E invece accanto alle nostre produzioni tradizionali come colza che usiamo per il biodiesel, pomodori da industria, cipolla da mercato del fresco, piselli proteici e frumento ha attecchito anche il fotovoltaico. Non escluso che si ampli la superficie dedicata». Storia di un giovane imprenditore agricolo che porta verso il futuro l’azienda di famiglia. «Sulle bioenergie c’è molta disinformazione. Sapete qual è il vero scempio? Le quote di mercato, quelle che impongono a noi agricoltori di buttar via tonnellate di prodotti». Da una serie di conoscenze Stringa è arrivato a Solar Ventures, fondo d’investimento cresciuto scommettendo con competenza sulle rinnovabili in sinergia con Suntechnics. «Noi – spiega Selena Mercandelli – proponiamo soluzioni chiavi in mano su uno scenario remunerativo per chi investe». Anche nelle bollette Enel ci sarebbe dovuta essere una voce per le rinnovabili, la discussa voce “Cip6”, che in realtà attraverso una complessa trama politica è stata reindirizzata agli stessi petrolieri». E il fotovoltaico è ancora una delle energie alternative più costose: l’impianto per produrre 1 megawatt costa 5 milioni di euro, mentre ad esempio realizzare un impianto eolico da 1 megawatt richiede un investimento da 1milione 500mila euro. «L’utente della rete elettrica non lo sa, ma l’energia non costa sempre lo stesso, in Italia in bolletta si trovano prezzi calmierati, in America l’oscillazione dei costi è visibile. Il fotovoltaico ha la virtù di produrre energia di picco, qualla più indispensabile, corrente pronta a entrare in circolo quando la rete ne ha bisogno». Come si cura un campo solare? «Basta tagliar l’erba ed eseguire 2 pulizie annuali dei pannelli». La stagione dell’energia, tra Oltrepo e Tortonese, va da inizio gennaio a fine dicembre: basta la luce che filtra tra le nuvole.