• Articolo , 16 marzo 2008
  • Il Salone di Ginevra 2008

  • Si conclude anche la 78esima edizione del Salone dell’Auto con un’attenzione crescente ai temi della mobilità sostenibile. Ma di fatto l’esposizione ginevrina non schierava vere novità nel campo delle auto a propulsori o carburanti alternativi, se non realizzazioni viste in altri saloni o presentate in precedenza

Come al solito è un appuntamento di grande richiamo sia per gli addetti ai lavori che per il pubblico e anche quest’anno non ha deluso le aspettative. Ma noi di Rinnovabili.it, interessati a presentarvi le novità che utilizzano propulsori sempre meno inquinanti, non abbiamo trovato vere e proprie novità sia dal punto di vista tecnologico che da quello della produzione in serie. Molti dei cosiddetti veicoli a propulsione alternativa erano quindi riproposizioni di concept-car già viste in altre occasioni, oppure semplici applicazioni di utilizzo di propellenti come il gas metano, o sistemi di plug-in per motori elettrici.
La rassegna che più sotto vi proponiamo sarà dunque una foto-galleria di queste vetture che quindi non possiamo chiamare novità. Chi fosse interessato invece ad un panorama completo di tutte le novità “tradizionali”, lo rimandiamo al sito stesso della manifestazione Salone di Ginevra 2008: http://www.salon-auto.ch

*IL PUNTO DELLA SITUAZIONE*

Come in ogni salone automobilistico, da qualche tempo a questa parte, lo spauracchio delle emissioni incombe minaccioso sulle tematiche proposte dalle varie esposizioni, fa breccia tra le soluzioni tecnologiche presentate, e spinge tutti a puntare verso traguardi che vedano l’automobile divenire un mezzo di trasporto assolutamente ininfluente per quanto riguarda l’inquinamento, senza colpe quindi per il conseguente innalzamento delle temperature, il cambiamento climatico che ne deriverebbe e i danni gravi o addirittura irreversibili per l’equilibro dell’eco sistema terrestre.
Nessuna casa vuole essere pensata nemmeno per un attimo come tra i responsabili dei possibili futuri disastri provocati dal suddetto processo e ormai confermati dagli scienziati di tutto il mondo.
Da qui un grande sforzo, a volte reale, a volte di facciata, talvolta più apparente di quel che realmente è. L’obiettivo, da parte di chi costruisce auto (lo stesso di molti altri settori), è di trasmettere agli utenti, e all’opinione pubblica tutta, il messaggio per cui, nonostante dai tubi di scappamento delle auto esca del fumo (ossidi di azoto, monossido di carbonio e idrocarburi incombusti, etc.), questo sia il più innocuo possibile e, se ancora non lo è oggi, prima o poi lo sarà perché… Perchè, ad esempio, lo testimonia il sempre affollato settore di concept-car (per la verità non sempre inedite) che le case costruttrici mettono in bella mostra nei saloni, in questi tempi proprio a dimostrazione del loro impegno in quella direzione. E oggi, quando indichiamo “quella”, non c’è possibilità di equivoco.
Critiche e distinguo a parte, è chiaro che l’industria automobilistica mondiale non se ne sta con le mani in mano, e non da oggi. Alcune soluzioni già sul mercato e le più futuribili, sono una comunque la testimonianza concreta che si è messo in moto una sorta di “new deal”. Facciamo un po’ un panorama.
L’efficienza energetica. Questo è il primo gradino e riguarda la capacità di produrre motori che a parità di prestazioni consumino meno carburante e di conseguenza inquinino meno. E se ci guardiamo indietro, vediamo che, anche se ci vogliamo limitare agli ultimi dieci anni, i progressi sono stati concreti e tangibili.
L’istituzione dei livelli di emissioni da parte della unione europea. I famosi euro 1 euro 2, 3, 4, e ora anche il 5. Sono tutti livelli che nell’arco degli anni hanno costretto quelle macchine che già consumavano e inquinavano quantitativamente meno, ad emettere gas meno nocivi, ad esempio con un tasso di Co2 inferiore.
Istituzione delle marmitte catalitiche. In Italia si partì nel gennaio del 1993. Si tratta di un dispositivo per ridurre nei gas di scarico di circa il 90%, di gas nocivi. Ritenuto indispensabile, e quindi obbligatorio, per i propulsori a benzina, ma non per quelli diesel. Nelle stime degli esperti il funzionamento di questo dispositivo dura fino ad 80.000 chilometri, una distanza che in cinque/sei anni di circolazione è facilmente superata. E poi? Andrebbe sostituita? Varie e discordanti sono le teorie a riguardo
Carburanti alternativi. I primi furono GPL e in seconda battuta il gas metano. Con una relativa modesta spesa qualsiasi vettura può circolare inquinando in misura nettamente inferiore e tra l’altro con una spesa per il carburante dimezzata o quasi rispetto a quella per la benzina e il gasolio. Poi quelli derivati dalle cosiddette biomasse, cioè non di origine fossile, ma agricola, soprattutto all’inizio di mais e di colza. Ma anche qui si sono poi verificati dei problemi., quando ci si è accorti che le coltivazioni riservate ai carburanti, toglievano risorse alle materie prime alimentari, creando disagi soprattutto ai paesi più poveri. E quindi inversione di marcia con la ricerca in pista a cercare sostituti di quelle piante che non arrecassero turbamenti alle coltivazioni alimentari e ai loro prezzi. Oggi si pensa all’idrogeno e ad altri carburanti .
Propulsori di prossima generazione. Ovvero cosa verrà dopo il motore a scoppio? Si parla di motorizzazioni ibride, riferndosi all’abbinamento di due differenti propulsori (un motore a combustione tradizionale e uno elettrico), che si integrano ed entrano in funzioni in situazioni diverse in cui ognuno è utilizzato al meglio per le sue caratteristiche.
Il motore a idrogeno dovrebbe essere la meta del futuro, il propellente che realizzerà le emissioni zero, che non corre rischi di esaurimento e che potrà essere prodotto da chiunque senza vincoli geo-politici che di consuetudine provocano posizioni dominanti, tensioni sul piano economico, scontri su quello politico o addirittura sul fronte bellico.
Motori elettrici. Sono silenziosi, ormai hanno raggiunto anche un certa autonomia, sono ad emissione zero, ma… C’è un ma, soprattutto per quei motori cosiddetti “plug-in”, cioè quelli che la sera, quando siete tornati a casa, attaccate la spina. Di notte le batterie si ricaricano. La mattina dopo staccate la spina e, a batterie, cariche ripartite. L’anello ecologicamente debole di questo sistema è rappresentato dalla seguente domanda: come viene prodotta l’energia con cui caricate le batterie della vostra auto? E’ fin troppo chiaro che se proviene da una centrale a carbone ad alto tasso di inquinamento, abbiamo fatto solo un’operazione di spostamento della fase negativa e il risultato finale non cambia, si tratta di veicoli che inquinano.

*MUOVERSI VERDE!*

_Parla Luc Argand, Presidente del Salone internazionale dell’automobile di Ginevra_

Questa è l’esortazione che da due anni è il life-motive della nostra manifestazione e lo sforzo compiuto nella promozione di questa edizione è andato in quella direzione.
Quello, che oggi è diventata un’ondata non è più percepita come una moda, ma tocca la economia di tutto il mondo, la produzione dei beni di consumo e la qualità della nostra vita e il nostro futuro
Gli spiacevoli e obbligatori richiami al rispetto dell’ambiente hanno preso corpo nelle numerose misure legislative molto restrittive, (tasse sulle emissioni di Co2, acquisto obbligatorio dei carbon-credits, norme Ue su soglie di inquinamento a tutt’oggi non realizzabili) E dunque spesso difficile per i destinatari di queste misure accettare tutto questo positivamente e con tranquillità, come l’allievo che dovrebbe accettare la severità illuminata di un insegnante.
Gli elementi che rendono eclatante questa presa di coscienza universale sono numerosi, a partire dal film di Al Gore, alla generalizzazione dei carbon-credits, oppure lo tsunami del 2004 che ha messo in evidenza la fragilità degli eco-sistemi
Lo slancio di solidarietà planetario che ha seguito questa catastrofe ha in tutti i casi provocato una riflessione di fondo
Oggi qui, grazie al grande sforzo degli espositori,il Salone dimostra di essere la vetrine di un settore che ha investito di più e realizzato di più in questo ambito. Oltre al salone degli appassionati di belle automobili, questo sarà anche quello riservato agli amanti delle nuove tecnologie e che non si interessano all’auto che per questo aspetto. Questo tipo di pubblico scoprirà le premesse delle vetture di “dopodomani”
Il celebre designer Pininfarina, diceva che si il motore tradizionale sparisse , rimpiazzato da altri mezzi propulsivi, (idrogeno, motore elettrico, trazione magnetica), non esiste nessun motivo per cui l’architettura di una automobile non possa essere completamente rivoluzionata. E tutto questo saranno i nostri figli o i nostri nipoti ad assistere a tutto ciò.
In tutti i casi chi vi parla non sarà più presidente della Fondazione ma l’origine della rivoluzione che potete già percepire fin d’ora.
La prova più evidente é data dall’organizzazione di un seminario sulle nuove tecnologie organizzato da “OrgExpò”, sotto il patrocinio del Salone. Questo seminario si chiama IAMF, (International Advanced Mobility Forum). In quest’ambito alcuni specialisti tratteranno il tema della mobilità sostenibile, delle nuove fonti rinnovabili di energia, più in generale delle nuove tecnologie.

h4{color:#D3612B;}. PHOTOGALLERY

*CADILLLAC PROVOQ*

*ECOCAR E-MOTION*

*MONDEO GREEN POWER*

*MERCEDES E 200 NGT*

*HONDA FCX CLARITY*

*MAZDA 5 HRE HYBRID*

*MERCEDES B 170 NGT*

*NISSAN PIVO*

*PGO CEVENNES*

*SSANGYONG RODIUS*

*TOYOTA CONCEPT CAR 1X*

*VOLVO C 30*