• Articolo , 10 novembre 2008
  • Il TAR della Sicilia sugli incentivi al fotovoltaico

  • Il TAR siciliano entra nel merito delle procedure autorizzatorie necessarie ad accedere agli incentivi per il fotovoltaico, chiedendo maggiore semplificazione nel relativo procedimento

L’intervento del TAR si deve al ricorso presentato da un operatore interessato alla realizzazione di un impianto fotovoltaico da 50 kW (nel Comune di Agrigento) per non aver ricevuto il via libera ai lavori dalla conferenza dei servizi, pur avendo inoltrato regolare domanda di concessione dell’Autorizzazione Unica e neppure dopo aver invitato con successiva nota l’Assessorato all’Industria a concludere il procedimento finalizzato al rilascio dell’ Autorizzazione Unica. I relativi impianti infatti “sono soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o dalle province delegate dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, che costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico”. Il TAR siciliano sottolinea, quindi, come l’intento del legislatore debba essere quello di favorire le iniziative volte alla realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, semplificando il relativo procedimento autorizzativo e concentrando l’apporto valutativo di tutte le Amministrazioni interessate nella “conferenza di servizio” ai fini del rilascio di una “autorizzazione unica”, riferendosi all’art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 (che recepisce nel nostro ordinamento la direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità) che dispone che “le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, e le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli stessi impianti, autorizzate ai sensi del comma 3, sono di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti”. Ed è proprio in base a questa priorità che, secondo il Tribunale Amministrativo, deve conseguire l’obbligo della Regione (o della provincia delegata dalla regione) di adottare le relative determinazioni, positive o negative che siano, nei modi e nei termini di legge, entro il termine massimo di 180 giorni, avente un evidente intento acceleratorio del procedimento, e posto come limite temporale massimo per l’adozione della determinazione conclusiva, qualunque essa sia.