• Articolo , 22 febbraio 2008
  • Il turismo sostenibile nella sua evoluzione

  • Lo sviluppo sostenibile” inteso come azione economica che “garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri. Anche per il turismo

Già a partire dagli anni ’60 e ’70 si cominciò ad affrontare la questione “Sviluppo Sostenibile”. In seguito, con la Conferenza delle Nazioni Unite (ONU) tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, furono sanciti i 27 principi su ambiente e sviluppo, i principi delle foreste, la convenzione quadro sui cambiamenti climatici e sulla diversità biologica e l’Agenda 21, integrando in maniera inscindibile tre fattori fondamentali: l’Ambiente, l’Economia, la Società.
Anche in Europa in quegli anni, sulla scia dell’Agenda 21, sono nati i primi consulti per uno sviluppo sostenibile delle città e dei territori. Dalla Carta di Aalborg del 1994 passando dalla Conferenza di Lisbona del 1996, da Kyoto nel 1997 e arrivando alla più recente Conferenza di Johannesburg nel 2002 (The World Summit on Sustainable Development), sono state praticate azioni concrete a favore dell’ambiente e della sostenibilità.
Nel ’95, con la Carta di Lanzarote, si sono gettate le basi per i primi e importanti documenti attestanti l’importanza del Turismo Sostenibile e Responsabile, seguita nel 1998 dalla CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile), un documento che sancisce ulteriori principi e linee-guida volte ad un turismo rispettoso dell’ambiente e delle risorse culturali nelle aree protette. La CETS si basa sui principi fondamentali dello Sviluppo Sostenibile, puntando l’attenzione su due temi centrali:
– la conoscenza profonda del territorio e della sua problematica turistica
– la più ampia partecipazione locale alla definizione delle linee strategiche.
Elementi che sottolineano l’importanza di conoscere in maniera minuziosa un territorio per poterne usufruire valorizzandolo nel migliore dei modi, esaltando il concetto di “luogo”. Per tale ragione la pubblica amministrazione locale e l’imprenditoria turistica locale sono considerati i soggetti più idonei a promuovere iniziative mirate, nel territorio di loro competenza ed interesse, essendo più “vicine” ai problemi e riuscendo, quindi, a comprenderne le specificità e l’urgenza. Se non altro è ciò che ci si aspetterebbe da tali rappresentanti preposti alla promozione e salvaguardia dei territori, purtroppo non sempre all’altezza dei ruoli che ricoprono.

*IL MARKETING TERRITORIALE E IL RUOLO DEI COMUNI*

Asserito che la capacità attrattiva di un area turistica dipende dalla concertazione di diversi attori e fattori, i Comuni ricoprono una funzione primaria in questo senso.
Le azioni intraprese dai Comuni, infatti, sono vere e proprie prerogative per la produzione di servizi turistici e concorrono direttamente alla loro capacità di penetrazione del mercato. Esiste appunto una correlazione molto stretta tra la condotta delle amministrazioni locali, in collaborazione con i privati, e lo sviluppo economico e distintivo delle attività turistiche. Questo in quanto l’attrattività di un luogo è fortemente correlata alla qualità dei servizi promossi dalle stesse amministrazioni e oggi, finalmente, dalla qualità dell’ambiente di un territorio.
Negli ultimi anni poi è avvenuto un forte cambiamento nelle “abitudini” del turista con soggiorni sempre più brevi in contrapposizione però ad un’offerta di servizi maggiormente ampia e particolareggiata. Questo fenomeno ha determinando un maggiore turn over di presenze, che comporta un aumento dell’impegno di energie, sia umane che ambientali, e dunque un incremento di inquinamento e usura del luogo di vacanza.
E’ in tale contesto che il Comune attua i principi del Marketing Territoriale e in particolare del Turismo Sostenibile.
La corretta gestione dell’impatto ambientale, che un tale surplus di presenze provoca sul territorio, è un impegno da condividersi tra pubbliche amministrazioni ed operatori turistici privati, supportati però da una coscienza largamente diffusa nel singolo cittadino, che contribuisce anch’esso alla qualità dell’accoglienza: tutti, in definitiva, contribuiscono alla percezione che il prodotto turistico eserciterà sul fruitore.
Sarà dunque il Comune, o un insieme di comuni limitrofi tra loro facenti parte di un distretto, ad essere guida ed esempio per i propri cittadini affinché, in un contesto globalizzato, si ritorni all’esperienza del proprio territorio sentendolo parte della propria vita quotidiana e dunque proteggendolo e valorizzandolo. Ed è proprio questo principio della valorizzazione dell’ identità che concorre alla qualificazione dell’immagine del luogo che servirà poi al consolidamento dell’offerta turistica locale e alla conseguente tutela del territorio stesso.
Vengono qui di seguito riportati in sintesi gli obiettivi fondamentali, sotto forma di certificazione ambientale, che un Comune deve perseguire nell’ottica di uno sviluppo e di un turismo sostenibile.

*GLI STRUMENTI PER LA QUALITA’ E LA GESTIONE DELL’ OFFERTA TURISTICA*

La gestione ambientale del territorio è un tema affrontato dalla Comunità Europea, inserito nel “V Programma di Azione a favore dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile”. I modelli di gestione ambientale basati sul Regolamento (CE) 761/2001 EMAS (Eco-Management and Audit Scheme – Sistema di Ecogestione ed Audit) ad adesione volontaria per le imprese e le organizzazioni che desiderano impegnarsi a valutare e migliorare la propria efficienza ambientale o su norme del tutto simili come la ISO 14000 (e successive) che fornisce strumenti manageriali per le organizzazioni che vogliano porre sotto controllo i propri aspetti ed impatti ambientali, rappresentano solo alcuni e validi strumenti a disposizione delle amministrazioni locali per promuovere lo sviluppo sostenibile sul proprio territorio.
A questi si è aggiunto da qualche tempo il marchio europeo di certificazione ambientale Ecolabel che ad oggi riguarda 23 gruppi tra prodotti e servizi che le aziende offrono sul mercato, tra cui anche il Turismo.
L’impresa che volontariamente richiede la certificazione Ecolabel aderisce all’insieme di “regole” che questa iscrizione esige ai prodotti/servizi per rispettare standard di qualità ecologici ed ambientali conformi a criteri europei. Ad oggi è senz’altro un emblema distintivo e riconosciuto per chi vuole attirare a se un target di mercato attento all’ambiente e sensibile al problema della sostenibilità. Utilizzare questo marchio vuol dire, da un lato, attuare una serie di comportamenti di erogazione del servizio turistico a favore della sostenibilità e, dall’altro, incrementare sensibilmente il proprio fatturato, attirando a se una più ampia gamma di clientela.
Tuttavia il marchio Ecolabel è in fase di discussione e rielaborazione a livello europeo, in quanto sono stati riscontrati forti limiti all’effettiva praticabilità e attuazione dello stesso, rimanendo nel contempo un punto fermo su cui costruire parametri comunitari sempre più efficaci per la tutela delle risorse rinnovabili.
Allo stesso modo dell’Ecolabel, la Carta Europea del Turismo Sostenibile è uno strumento per tutti gli attori coinvolti nell’insieme, i quali si impegnano formalmente ad attuare una strategia in favore di un “turismo durevole” definita come ‘qualsiasi forma di sviluppo, pianificazione e attività turistica che rispetti e preservi nel lungo periodo le risorse naturali, culturali e sociali e contribuisca in modo equo e positivo allo sviluppo economico e alla piena realizzazione delle persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle aree protette’.
In definitiva Turismo Sostenibile significa “la validità a gestire la carrying capacity (capacità di sopportazione) dei luoghi turistici, che concorre a determinare la qualità dell’offerta e dell’ambiente.”
L’adesione alla CEST presuppone, da parte delle autorità preposte e di tutti i protagonisti che vi partecipano, una programmazione pluriennale e concertata nella strategia turistica durevole da adottare.
In questo senso ogni interprete del sistema TS avrà un compito ben definito:
– per l’Area Protetta si realizzerà una diagnosi dei bisogni del territorio (problemi e opportunità) allo scopo di definire l’orientamento turistico più adeguato per il territorio nel suo insieme.
– per l’Azienda Turistica-Ricettiva vorrà dire adeguare l’offerta alle esigenze del cliente in concomitanza con la valorizzazione del territorio locale e del rispetto duraturo dello stesso.
– per gli Operatori Turistici organizzatori di vacanze, si tradurrà in un’offerta ponderata tra redditività e sostenibilità ambientale del luogo di destinazione. (Aspetto, quest’ultimo che purtroppo ancora non viene preso in considerazione dalla maggior parte dei Tour-Operator di livello mondiale)