• Articolo , 22 marzo 2010
  • Il Venezuela punta su mix energetico e piogge per superare la crisi

  • Piogge, risparmio energetico e ricerca salveranno il Venezuela dalla crisi energetica. Il presidente Hitcher è fiducioso e annuncia alla popolazione che non ci saranno problemi di approvvigionamento

(Rinnovabili.it) – Mentre il paese è sconvolto e preoccupato a causa della lunga siccità che sta mettendo alla prova il sistema energetico nazionale, basato principalmente sullo sfruttamento di centrali idroelettriche il presidente venezuelano, Alejandro Hitcher, si fa avanti e tranquillizza la popolazione annunciando che il governo garantirà acqua ed elettricità. Si avvicina la stagione delle piogge per questo il paese si sta concentrando sullo sfruttamento delle risorse a disposizione in modo da garantire ai cittadini sia l’acqua che la corrente elettrica inserendo in agenda progetti che puntano al raggiungimento di 5 MW energetici entro l’anno, diversificando le fonti di approvvigionamento e limitando gli sprechi: il governo sta infatti promuovendo la sostituzione delle lampadine ad incandescenza con nuove lampade a basso consumo annunciando la sua visione positiva circa il futuro energetico del Paese: l’autonomia energetica sarà possibile grazie all’arrivo delle piogge congiuntamente al proseguimento della politica di risparmio ed efficientamento che garantiranno al Venezuela l’energia di cui ha bisogno.
Proprio a sostegno della differenziazione del mix energetico un gruppo di ricercatori sta lavorando alla progettazione di nanomateriali per la realizzazione di celle solari a basso costo che ne aiutino la diffusione garantendo la conversione dell’energia solare in energia elettrica pulita andando a ridurre quelle che sono le conseguenze dei periodi di siccità, come quello che il paese sta vivendo. il progetto è stato rivelato da Juan Matos, dell’IVIC (Centro di Ingegneria dei Materiali e della Nanotecnologia dell’Istituto Venezuelano di Ricerca Scientifica). Il ricercatore ha anche aggiunto come il silicio policristallino sia attualmente la migliore soluzione, mentre l’IVIC svilupperà sistemi che uniranno biossido di titanio, ossido di zinco, solfuro di cadmio e carburo di silicio, materiali facilmente reperibili in Venezuela e che, anche se non efficienti tanto quanto il silicio policristallino, produrranno una sufficiente generazione energetica dato che è stata stimata, per la penisola del Perija, un’irradiazione solare annua tra le maggiori del paese, in grado di garantire 400 Watt per metro quadro.