• Articolo , 13 ottobre 2009
  • Il verde a Modena è più che raddoppiato

  • Il verde pubblico di Modena, un patrimonio a garanzia del benessere comune, è stato più che raddoppiato in termini di superficie negli ultimi quindici anni, arrivando a coprire 8.916.088 di metri quadrati (di cui 7.601.277 costituiti da tappeto erboso), secondo i dati resi noti dal Comune. Sono oltre 100, per complessivi 2.245.145 metri quadrati le […]

Il verde pubblico di Modena, un patrimonio a garanzia del benessere comune, è stato più che raddoppiato in termini di superficie negli ultimi quindici anni, arrivando a coprire 8.916.088 di metri quadrati (di cui 7.601.277 costituiti da tappeto erboso), secondo i dati resi noti dal Comune. Sono oltre 100, per complessivi 2.245.145 metri quadrati le aree attrezzate a parco delle quali almeno 13 classificabili di interesse urbano.

Più di 2.731.961 i metri quadrati di verde ad evoluzione naturale e 416.543 i metri quadrati di aree protette (parco fluviale del Secchia e percorso natura fiume Panaro). Il patrimonio verde della città di Modena garantisce uno dei più elevati rapporti di verde pro capite : 49,04 metri quadrati di verde.

Dal 1999 ad oggi sono stati piantati oltre 18 mila cespugli, 17 mila cespugli fioriferi, 6 mila erbacee perenni ed ogni anno sono stati posti a dimora oltre 14 mila fiori. Particolarmente positiva è anche l’evoluzione del patrimonio arboreo del Comune di Modena: si è infatti passati da 72.580 piante complessivamente presenti nel 1995 alle attuali 198.801.

L’incremento del vede pubblico e dei servizi offerti ai fruitori dei parchi rappresenta un importante obiettivo dell’sssessorato all’Ambiente, a fronte di risorse sempre più contenute. Si sono così ricercate strategie per contenere i costi della manutenzione, oggi limitata in larga misura ad alcune indispensabili operazioni nelle aree aperte al pubblico. Ventidue sono le convenzioni con volontariato organizzato che gestiscono il 19,81 per cento del verde (essenzialmente aree PEEP). Quattro le convenzioni con cooperative cociali che gestiscono il 23,36 per cento del verde (verde scolastico, diversi Parchi urbani tra cui il Parco Ferrari, il Parco Amendola Nord e alcune aree PEEP).

Oltre a mantenere il trend positivo di crescita del verde si è anche perseguito l’obiettivo di affiancare agli aspetti quantitativi la ricerca di una crescente qualità dei servizi offerti.
Si va così dal Parco della Resistenza che ha recentemente ottenuto la certificazione Bio-Habitat, per le caratteristiche di area interamente gestita secondo tecniche biologiche, al Parco Ferrari che ospita strutture per podismo e sport equestri (recentemente è stata realizzata un’area con caratteristiche tecniche tali da consentire manifestazioni ippiche di interesse internazionale). Dal Parco Torrazzi che oltre a ricostruire un ecosistema equilibrato in grado di attirare varie specie di animali, ospita una “palestra di arrampicata” fino al Parco dei Fiori Recisi che offre un’area attrezzata per lo skate e l’anello ciclabile asfaltato che racchiude un ampio prato (spazio multifunzionale di socializzazione e attività aggregative).
Degna di nota anche l’Oasi La Piantata di Via Marconi, un esempio concreto di conservazione e valorizzazione del verde esistente, con attenzione sia agli aspetti naturalistico-ambientali, sia alla storia e alle radici contadine della realtà modenese, di cui le piante di vite e olmo fanno parte.

Da una ricerca di Legambiente si evince che 200 alberi in un impianto arboreo urbano ornamentale di un ettaro, producono 14 tonnellate annue di ossigeno pari alla quantità necessaria a 80 persone e assorbono 34 tonnellate annue di Co2 pari alla anidride carbonica prodotta da 20 automobili.