• Articolo , 11 novembre 2008
  • Il vostro comune denuclearizzato: è la proposta di Legambiente

  • Legambiente invita tutti i comuni ad aderire alla mobilitazione generale per il clima contro il nucleare dichiarando i propri “Territori denuclearizzati”, in risposta alla decisione del governo di riaprire la partita dell’energia atomica. È una proposta rivolta a tutti gli enti locali d’Italia, un invito a vietare su tutto il territorio di loro competenza l’installazione […]

Legambiente invita tutti i comuni ad aderire alla mobilitazione generale per il clima contro il nucleare dichiarando i propri “Territori denuclearizzati”, in risposta alla decisione del governo di riaprire la partita dell’energia atomica.
È una proposta rivolta a tutti gli enti locali d’Italia, un invito a vietare su tutto il territorio di loro competenza l’installazione di centrali nucleari, garantendo altresì la massima trasparenza e partecipazione nell’individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi.
Legambiente si sta battendo per rilanciare la partecipazione e sostiene la legittima esigenza delle popolazioni e degli enti locali di potersi esprimere a riguardo. Il governo ha indicato per l’atomo un obiettivo del 25% dell’energia elettrica prodotta. Per raggiungerlo sarà necessario localizzare e costruire almeno 8 centrali nucleari simili a quella in costruzione attualmente in Finlandia, la più grande al mondo, di “terza generazione evoluta”: una tecnologia già vecchia che non ha risolto nessuno dei problemi noti da anni.
A 22 anni dall’incidente di Chernobyl, il nucleare non solo pone ancora gravissimi problemi di sicurezza, ma è anche una fonte energetica costosa, che non abbasserà affatto la bolletta energetica nazionale, non ridurrà la nostra dipendenza dall’estero e non ci permetterà di rispettare la scadenza europea del 2020 per la riduzione delle emissioni di gas serra prevista dall’accordo europeo 20-20-20. Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, dato il costo ingentissimo dell’operazione, abbandonerebbe qualsiasi investimento alternativo sullo sviluppo delle tecnologie pulite e dell’efficienza energetica e rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori.
Solo con una seria politica nazionale e locale che escluda il nucleare, promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, si muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e produciamo beni, si riuscirà, infatti, a rispettare le scadenze internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici.
E’ per questi motivi che la nostra associazione ha deciso di promuovere presso tutti i Comuni, le Province e le Regioni d’Italia una campagna nazionale per la dichiarazione dei territori “denuclearizzati”, che sono contrari alla produzione di energia dall’atomo, rinunceranno a ospitare centrali nucleari e garantiranno la massima trasparenza e partecipazione nel processo di individuazione di siti di stoccaggio per i rifiuti radioattivi, derivanti anche dal decommissioning delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987.
L’adesione all’iniziativa delle amministrazioni sarebbe un segnale di attenzione rivolto alla sicurezza dei cittadini del territorio e rafforzerebbe la proposta di un modello energetico innovativo, pulito, sicuro ed economico, che esclude il nucleare e che punta alla produzione di energia dalle fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza, puntando sul gas come fonte fossile di transizione, a un sistema dei trasporti più sostenibile, a un sistema produttivo e a insediamenti residenziali meno energivori.