• Articolo , 2 dicembre 2008
  • Impianti fotovoltaici: al via il primo progetto della Usl

  • E’ di quattro milioni di euro all’anno la bolletta per l’energia elettrica pagata dalla Usl 8. E’ quanto serve a dare energia ai suoi 5 ospedali e ad un centinaio di altri immobili disseminati in tutto il territorio provinciale. “Una voce importante, sia sotto il profilo economico che sotto quello ambientale – sottolinea il Dg […]

E’ di quattro milioni di euro all’anno la bolletta per l’energia elettrica pagata dalla Usl 8. E’ quanto serve a dare energia ai suoi 5 ospedali e ad un centinaio di altri immobili disseminati in tutto il territorio provinciale.
“Una voce importante, sia sotto il profilo economico che sotto quello ambientale – sottolinea il Dg Monica Calamai – sulla quale stiamo intervenendo per dare vita a progetti che consentano di ottenere dei risparmi, ma anche di inquinare di meno”.
Nasce così ad Arezzo, come in altre aziende sanitarie toscane, la figura dell’energy manager. Un ingegnere che, svincolato dall’ordinaria amministrazione, ha come obbiettivo prioritario quello di studiare, progettare, e attuare iniziative che facciano crescere sotto il profilo etico ed economico l’attenzione all’ambiente. Dalla gestione oculata dei rifiuti, a quella dei consumi per riscaldamento e refrigerazione, dall’impiantistica cosiddetta “a basso consumo”, fino ai grandi impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Una vera e propria svolta, che si concretizzerà il 5 dicembre con la chiusura dei termini per la presentazione delle offerte per la realizzazione e la gestione di sette impianti fotovoltaici da istallare nei tetti di altrettante strutture di proprietà della Usl.
Un appalto che vedrà come attore il “Consorzio energia Toscana”. Un soggetto ad intera partecipazione pubblica (Aziende Sanitarie ed alcuni grandi Comuni) che unendo molti enti, oltre a specializzarsi in queste precise competenze, riesce anche ad ottimizzare le risorse ed ottenere migliori condizioni.

L’APPALTO ARETINO
Questo primo bando per Arezzo, prevede la realizzazione e la gestione di sette impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 250kW di picco. La produzione annua prevista è di 280.000 kwh.
Questi impianti saranno collocati sui tetti della Rsa del colle del Pionta ad Arezzo, al Distretto socio sanitario di Montevarchi (via Podgora), al distretto socio sanitario di San Giovanni Valdarno (via 3 novembre), al distretto socio sanitario di Subbiano (via aretina), e sulle superfici di copertura degli ospedali di Montevarchi-La Gruccia, Cortona-La Fratta, Sansepolcro. Complessivamente 2.500 metri quadrati di pannelli fotovaltaici, in grado di ridurre l’introduzione nell’atmosfera di 150 tonnellate di Co2 all’anno.
L’appalto è stato congegnato sul modello del projet-financing, con delle variabili innovative. La Usl e per essa il consorzio non dovrà sborsare nemmeno un euro. Chi vincerà la gara, dovrà produrre il progetto definitivo, realizzare gli impianti ed essere ripagato in un periodo massimo di 20 anni, ricevendo direttamente il contributo statale di 0,40 euro a Kw/h.
E la Asl? Anche per l’Azienda sanitaria, ci sarà un guadagno, o se vogliamo un risparmio: il costo secco dell’energia, cioè circa 40.000 euro/anno.
Una sorta di “uovo di Colombo” che mette in gioco la capacità imprenditoriale, misurata anche sulla qualità dei prodotti, dei progetti e della manutenzione (c’è infatti una penale in favore dell’azienda sanitaria se non saranno garantiti i 280mila Kw/h annui).
I sette impianti, che saranno i primi di una lunga serie, sono tutti con la medesima tecnologia, ma diversi per quanto riguarda le dimensioni, legate alla disponibilità di superficie, ma anche alla adattabilità delle strutture esistenti.
E’ un inizio. Il due per cento del fabbisogno delle strutture individuate. Può sembrare poca cosa, ma si tratta pur sempre di dare il via ad un progetto di più ampie dimensioni, nella convinzione che l’ambiente ha bisogno anche di iniziative apparentemente modeste, ma diffuse.

L’ESEMPIO DI BIBBIENA
Se è giusto procedere alla ricerca di fonti alternative e rinnovabili per la produzione di energia elettrica, è altrettanto importante cercare di ottimizzare i consumi perseguendo il massimo dei risparmi, in rapporto alle esigenze di una struttura sanitaria. Cosa questa, in perfetta sintonia con il Piano di Indirizzo Energetico della Regione Toscana che, mentre cerca di dare impulso alle rinnovabili, mette enfasi sul risparmio energetico, considerato una vera e propria risorsa rinnovabile.
Su questo fronte l’energy manager aziendale sta intervenendo con degli studi e dei progetti in tutti gli impianti aziendali. Il primo, già portato a compimento, ha riguardato l’ospedale di Bibbiena. Qui, modificando con un apposito dispositivo, le modalità di accensione dell’unità di trattamento dell’aria nei locali ospedalieri destinati a spogliatoi e ad altre funzioni accessorie, si è determinata una media di risparmio annuo di 40.000 Kw/h. E’ come aver istallato un impianto fotovoltaico da 35 KW, per la cui costruzione sarebbero stati necessari circa 250.000 euro.