• Articolo , 31 marzo 2009
  • Impianto di Cavallino: con Lecce ora è braccio di ferro

  • “Dobbiamo difendere la salute dei nostri cittadini”. Questo l’appello del sindaco Paolo Perrone, che non è rimasto inascoltati. Il Comune di Lecce si sta infatti preparando ad opporsi alla realizzazione nel territorio del Comune di Cavallino di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ovvero basata su olio vegetale crudo. La Giunta […]

“Dobbiamo difendere la salute dei nostri cittadini”. Questo l’appello del sindaco Paolo Perrone, che non è rimasto inascoltati. Il Comune di Lecce si sta infatti preparando ad opporsi alla realizzazione nel territorio del Comune di Cavallino di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ovvero basata su olio vegetale crudo. La Giunta municipale ha deliberato oggi il ricorso al Tar. L’amministrazione comunale di Cavallino ha infatti accolto con una delibera che riporta la data dello scorso 6 marzo la proposta formulata dalla società Tg Energie Rinnovabili per la costruzione dell’impianto (di potenza prevista pari a 37 mwe) in località Masseria Giorgini.
Il Comune di Lecce ritiene però che vi siano ragioni evidenti ragioni di ricorrere, a salvaguardia dell’ambiente dai possibili effetti nocivi che potrebbero derivare dalla realizzazione di una struttura di questo tipo in un territorio confinante con quello del capoluogo. Ecco così che la Giunta ha deciso di cautelarsi mediante ricorso al Tar. “E’ naturale per noi opporci alla realizzazione di questo impianto – commenta il sindaco Paolo Perrone – dal momento che su una tematica così delicata che riguarda l’ambiente e la salute dei cittadini vogliamo garanzie assolute. La vicinanza della struttura al nostro territorio legittima ampiamente la nostra opposizione. Così come è accaduto per la centrale a biomasse proposta da Italgest con il progetto Heliantos 1, in mancanza di certezze sul piano ambientale non possiamo garantire a nessuno insediamenti di questo tipo. Il nostro è un territorio a forte vocazione turistica e quindi incompatibile con una centrale di questa natura e con queste dimensioni”.