• Articolo , 28 ottobre 2008
  • In Italia è boom per le eco-certificazioni

  • Nel 2006 sono stati emessi oltre 100 mila certificati nel settore dei sistemi di qualità nel nostro Paese. Questi i dati che emergono dal primo “Dossier sulla certificazione in Italia”

Il ricorso alla certificazione dei sistemi di gestione per la qualità e l’ambiente sta progressivamente acquistando un valore sempre maggiore come strumento di ulteriore garanzia della capacità di realizzare prodotti e di fornire servizi..E l’Italia sembra essere uno dei Paesi a livello mondiale ad aver meglio recepito il messaggio. In tema di eco-certificazioni infatti, il nostro Paese, dopo la Cina è la nazione con il più alto numero di certificazioni nel settore dei sistemi di qualità – le cosiddette ISO 9001 – con ben 105.799 emesse nel 2006. E varia di poco la situazione anche nell’ambito dei sistemi di gestione ambientale (norma ISO 14001:): grazie alle 9.825 certificazioni emesse (sempre al 2006) l’Italia è quarta nella classifica mondiale, dietro Giappone, Cina e Spagna. Questi importanti dati giungono oggi dal primo “Dossier sulla certificazione in Italia”, presentato a Roma in occasione del convegno “Semplificazione ed efficienza nella P.A. – Il contributo degli organismi di certificazione”, organizzato da CISQ (Certificazione Italiana dei Sistemi Qualità Aziendali), la federazione che riunisce gli undici maggiori organismi di certificazione nazionali. Dal documento emerge come la certificazione sia ormai divenuta un elemento di differenziazione utile al mercato per individuare le migliori imprese ed organizzazioni, ossia quelle capaci di offrire standard di prodotti e servizi sempre più elevati e sempre più vicini alle esigenze dei consumatori. “In questi anni il ricorso alla certificazione ha significato molto per il nostro sistema produttivo ma occorre una semplificazione delle procedure di controllo”, ha affermato il Presidente di CISQ, Gianrenzo Prati. Anche il ministro dell’Ambiente del governo ombra del Pd Ermete Realacci è intervenuto al convegno sottolineando come la certificazione possa essere un valido strumento di semplificazione per la P.A., ma “deve essere chiaro che questa non è una garanzia di per sé, e che se passa questo principio va detto chiaramente che chi sbaglia deve pagare”.