• Articolo , 21 dicembre 2009
  • In mezzo al mare, nella bottiglia, un ambientalista arrabbiato

  • Affronterà 9.000 chilometri nell’Oceano Pacifico compresa la mega-zattera di rifiuti per mandare il suo messaggio e risvegliare le coscienze

(Rinnovabili.it) – Per evidenziare la gravità dell’inquinamento marino un regista australiano ha deciso di intraprendere una singolare azione dimostrativa: attraversare a nuoto l’Oceano Pacifico, dal Giappone agli Stati Uniti, all’interno di una gigante bottiglia in plastica, con cui supererà il Great Pacific Garbage Patch, l’enorme e tristemente nota discarica galleggiante.
Richard Pain, filmaker australiano, vuole mandare un messaggio alla comunità mondiale che sia anche di ispirazione, nella perfetta consapevolezza che attraversare 9.000 chilometri dalle coste nipponiche a quelle della California, sia un’impresa “completamente pazza”. Ma “se posso fare io qualcosa di pazzo, chiunque altro può semplicemente fare qualcosa”, ha dichiarato durante un’intervista. “Che si tratti di riciclare, riutilizzare, ripensare, interrompere l’uso della plastica monouso … basta cambiare il proprio comportamento in maniera semplice”.
Pain ha intenzione di solcare le acque all’interno di una sua stessa invenzione prodotta a partire da migliaia bottiglie di plastica a formarne una over-size. La struttura, ora in fase di progettazione, è destinata a proteggerlo da eventuali pericoli, squali compresi. L’uomo intraprenderà il viaggio nel 2011, nuotando fino a 10 ore al giorno, cinque giorni alla settimana. Il suo itinerario lo condurrà attraverso il North Pacific Gyre o Great Pacific Garbage Patch, un’area pari alle dimensioni del Texas piena di rifiuti di plastica ad una profondità di circa sei metri.
Pain si è detto determinato a completare questa sfida, che sarà interamente filmata, in particolar modo per rispondere a quella sensazione di sconfitta provata per gli impercettibili sforzi politici messi in campo contro i problemi ambientali.