• Articolo , 3 ottobre 2008
  • In montagna si mangia “a km zero”

  • Una gara per buongustai nel territorio del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, una disfida tra pentole e fornelli per sfornare prelibatezze della miglior tradizione locale, genuine ed ecologiche. A chilometri zero, con un drastico accorciamento della filiera agroalimentare. È il concorso che mette faccia a faccia 22 ristoranti che operano all’interno del territorio dell’area protetta, un […]

Una gara per buongustai nel territorio del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, una disfida tra pentole e fornelli per sfornare prelibatezze della miglior tradizione locale, genuine ed ecologiche. A chilometri zero, con un drastico accorciamento della filiera agroalimentare. È il concorso che mette faccia a faccia 22 ristoranti che operano all’interno del territorio dell’area protetta, un vero e proprio “campionato” del gusto che per tutti i week end di ottobre metterà a confronto piatti cucinati con prodotti agroalimentari prevalentemente locali. Perché il gusto possa sposarsi con la fedeltà alle tradizioni ma soprattutto con la riduzione del trasporto delle merci, alleggerendo l’impatto ambientale di un gesto naturale come è quello di cucinare. “Menu a chilometri zero” è la singolare competizione promossa dal Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano con la collaborazione delle federazioni Coldiretti di Massa, Lucca, Reggio Emilia e Parma, un match in punta di forchetta i cui beneficiari non possono che essere i clienti dei ristoranti, in particolare che è affezionato al complesso e prezioso patrimonio enogastronomico del territorio. Un intero mese, quindi, per gustare l’infinita varietà di sapori tipici, scegliendo tra la cena del sabato sera e il pranzo della domenica, per un territorio che si estende su 23mila ettari connettendo Toscana ed Emilia-Romagna, Lucca e Massa Carrara con Parma e Reggio Emilia, tra praterie, laghi e cascate, su vette dominate dal lupo e dall’aquila reale. Terre antiche e tradizioni tenaci che si intrecciano in un fertile crogiolo di storie e sapori della natura. Come il Parmigiano-Reggiano di montagna, per esempio, oppure il Prosciutto di Parma, gli esempi più riconoscibili di una zona che annovera un ricco elenco di prodotti DOP e IGP, oltre a vantare diversi presidi Slow Food.