• Articolo , 13 febbraio 2008
  • In Scozia più di metà dell’energia diventa calore

  • Non le macchine o l’elettricità sono i maggiori responsabili delle emissioni inquinanti nel paese delle cornamuse, bensì il riscaldamento. I risultati di uno studio evidenziano come per gli scozzesi i maggiori consumi energetici siano legati alla generazione di calore

Uno studio condotto dal Forum per l’Energia Rinnovabile in Scozia (Freds), esorta il proprio governo ad incentivare lo sviluppo di un’industria nazionale di energia termica rinnovabile. Secondo ciò che riporta Freds, 2.4 milioni di famiglie Scozzesi utilizzano una media di 20 Mwh di energia termica l’anno, stimando che il consumo termico annuale del paese sia approssimativamente pari al 57% della domanda energetica totale. Un’esortazione ai ministri dunque, affinché analizzino i potenziali mercati del riscaldamento, puntando ad un appropriato target per il termico rinnovabile, e sviluppino una migliore e più ampia strategia per l’approvvigionamento energetico, massimizzando le conoscenze in campo di biomasse, tecnologia solare e geotermia. Jason Ormiston, capo esecutivo della Scottish Renewables – una delle organizzazioni che partecipa a Freds – ha commentato: “La Scozia ha bisogno di muoversi rapidamente distribuendo soluzioni sostenibili. Per troppo tempo il modo in cui produciamo ed utilizziamo calore ha giocato un ruolo secondario sulle iniziative in materia di energia”. Il governo scozzese ha ben accolto i risultati dello studio. Il ministro per l’energia Jim Mather ha spiegato che “le fonti di calore alternative sono per lo più sotto-utilizzate. Ma Il Paese ha risorse e capacità per condurre il resto del Regno Unito in un rapido sviluppo del mercato termico rinnovabile. E non ho dubbi che una tale espansione contribuirà alla crescita economica in modo sostenibile”. Il governo sta attualmente prendendo in considerazione la proposta del Climate Change Bill, che includerebbe un target di riduzioni emmissioni inquinanti dell’80% entro il 2050.