• Articolo , 25 maggio 2010
  • In Sicilia la prima centrale con specchi solari in alluminio

  • La Sicilia avrà la prima centrale elettrica a solare termodinamico con specchi in allumimio. L’impanto pilota siciliano sarà realizzato dal consorzio Anest (associazione italiana per il solare termodinamico), con la collaborazione di giganti come Techint e Marcegaglia. Avrà un megawatt di potenza e impiegherà 20mila metri quadri di specchi di alluminio Vega prodotti da Almeco, […]

La Sicilia avrà la prima centrale elettrica a solare termodinamico con specchi in allumimio. L’impanto pilota siciliano sarà realizzato dal consorzio Anest (associazione italiana per il solare termodinamico), con la collaborazione di giganti come Techint e Marcegaglia. Avrà un megawatt di potenza e impiegherà 20mila metri quadri di specchi di alluminio Vega prodotti da Almeco, azienda italiana che tratta l’alluminio da oltre 60 anni. L’alluminio entra così concretamente in competizione con il vetro, materiale tradizionalmente utilizzato nelle centrali termodinamiche. La sfida è con l’impianto “Archimede” di Priolo, che usa tecnologie simili ma utilizza specchi tradizionali in vetro. Il principio per produrre l’energia elettrica è lo stesso sia usando l’alluminio, sia il vetro. E’ quello inventato da Archimede, che incenerì la flotta nemica incendiandola coi raggi del sole concentrati. In questo caso gli specchi catturano piu’ raggi solari possibili e li dirottano contro dei radiatori che, assorbendo il calore, surriscaldano i liquidi da immettere nelle turbine dei generatori e produrre energia pulita.

L’obiettivo della centrale siciliana del progetto FreeSun è dimostrare che l’alluminio è meglio del vetro. Vegaflex, l’innovativo pannello a specchio in alluminio propone di migliorare efficienza, competitività e convenienza economica delle nuove centrali elettriche a energia solare. E’ riciclabile al 100%, ha un grado di riflessione del 98%, è molto resistente agli agenti atmosferici, è semplice da trasportare e installare (pesa 5 volte di meno del vetro) e garantisce costi di gestione del 30% inferiori di quelli degli specchi in vetro. Basti pensare che il 10% dei grandissimi specchi in vetro arriva a destinazione in frantumi.

Alta la posta in palio della sfida tra vetro e alluminio. All’orizzonte progetti grandiosi e vantaggi economici considerevoli. Ne è un esempio il progetto di Desertec, che prevede la costruzione di una centrale da 100 gigawatt (mille Priolo) nel cuore del Sahara.

“L’idea di produrre specchi solari in alluminio ci è venuta nel 2005, quando mettemmo a punto tecnologie in grado di ottenere una riflessione quasi assoluta”, afferma Onorato Fiorentini, CEO di Almeco, azienda che ha recentemente investito 30 milioni di euro in tecnologie per il solare. “L’idea si è concretizzata solo ora, grazie al supporto finanziario di Interbanca e dei contributi dell’UE che ci hanno permesso di produrre in Germania il più grande stabilimento al mondo”, conclude Fiorentini.