• Articolo , 29 ottobre 2009
  • In Toscana 13 milioni per il rischio idrogeologico

  • La Regione Toscana ha inviato al Ministero dell’ambiente l’elenco dei 23 interventi, per complessivi 13,3 milioni di euro, giudicati prioritari e urgenti e da realizzarsi in nove delle sue dieci province per ridurre il rischio idrogeologico. Si tratta della quota che spetta alla Toscana del fondo nazionale da 200 milioni di euro destinati per il […]

La Regione Toscana ha inviato al Ministero dell’ambiente l’elenco dei 23 interventi, per complessivi 13,3 milioni di euro, giudicati prioritari e urgenti e da realizzarsi in nove delle sue dieci province per ridurre il rischio idrogeologico.
Si tratta della quota che spetta alla Toscana del fondo nazionale da 200 milioni di euro destinati per il 2009 alla difesa del suolo.
Dopo il recente stanziamento di fondi regionali per oltre 20 milioni di euro destinati a riparare i danni dell’inverno scorso, continua dunque l’opera di messa in sicurezza del territorio.
«Chiediamo al Governo – spiega l’assessore regionale alla tutela del territorio, Marco Betti – di rinunciare ad opere più proprie dei Faraoni e di destinare invece maggiori risorse ad interventi di questo tipo. Il ponte sullo stretto di Messina non serve. E’ invece necessario investire nelle manutenzioni e nella prevenzione, così come noi cerchiamo di fare».
La maggior parte degli interventi richiesti, ben dieci, riguardano la provincia di Lucca, dove sono previste opere per 4,2 milioni di euro. Al secondo posto figura Grosseto, con 3 interventi per complessivi 2,2 milioni. Anche a Firenze sono 3 gli interventi necessari per un importo di 1,6 milioni. A Siena sono programmate due opere per 1,9 milioni. Seguono, con un intervento ciascuna, le province di Livorno (1,1 milioni il costo), Massa Carrara (1 milione), Pisa (500 mila euro), Pistoia (450 mila) e Prato (150 mila).
Nel complesso 9,5 milioni di euro serviranno per la prosecuzione di lavori di messa in sicurezza già avviati e 3,7 milioni andranno invece a finanziare interventi urgenti in territori svantaggiati.