• Articolo , 23 gennaio 2009
  • “Inceneritore: impianto catorcio”

  • “Presa in giro in grande stile”. Questo è il sentimento che serpeggia fra le donne del comitato 29 agosto contro il Megainceneritore di Acerra, rispetto al rinvio della “cerimonia” di apertura dell’impianto, prevista per oggi: “Insistenti voci di stampa davano per certo l’avvio per oggi dell’inceneritore di Acerra ??” si legge nel comunicato – Lo […]

“Presa in giro in grande stile”. Questo è il sentimento che serpeggia fra le donne del comitato 29 agosto contro il Megainceneritore di Acerra, rispetto al rinvio della “cerimonia” di apertura dell’impianto, prevista per oggi: “Insistenti voci di stampa davano per certo l’avvio per oggi dell’inceneritore di Acerra ??” si legge nel comunicato – Lo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva annunciato la sua presenza nella nostra città per l’accensione dell’impianto: lui, moderno tedoforo, avrebbe acceso la prima caldaia fra gli applausi dei presenti e la riconoscenza dell’Italia intera”. Come anticipato qualche giorno fa da un manifesto cittadino del Sindaco, Espedito Marletta, anche le “eroine” di Acerra ribadiscono che l’impianto non è ancora pronto: “È un impianto pericoloso, altamente inquinante, che non rispetta le prescrizioni della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale e non offre alcuna garanzia, totalmente privo di una rete di monitoraggio e dei collaudi necessari ??” spiega il comitato – Era e resta un ferro vecchio, altro che gioiellino, costruito da una società sotto processo per truffa aggravata ai danni dello stato come la FIBE”. Inoltre, “se mai partisse, questo impianto sarebbe da chiudere immediatamente per il grave e irreparabile danno all’ambiente e al territorio campano già epicentro dell’emergenza diossina e dell’emergenza rifiuti tossici”. La “risata” scappa nel momento in cui: “A questo enorme danno che si sta perpetrando sul nostro territorio, dobbiamo aggiungere anche la beffa di una inaugurazione farsa, di una passerella mediatica che vuol far credere che l’emergenza rifiuti è finita ed è definitivamente dietro le spalle. I campani sanno bene che così non è e che, mentre la raccolta differenziata continua a non decollare, nell’interesse di chi dovrà bruciare tutto e guadagnare con gli incentivi milionari sottratti alle fonti rinnovabili, la nostra regione continua ad essere disseminata di discariche abusive a cielo aperto senza all’orizzonte nessuna seria e credibile attività di bonifica e messa in sicurezza dei territori”. Come ci aveva spiegato il Presidente, Virginia Petrellese, il comitato sarebbe stato pronto ad accogliere il Presidente Berlusconi con una manifestazione civile e democratica per illustrare le loro ragioni. Dito puntato contro l’atteggiamento del premier Silvio Berlusconi, ma anche dito puntato contro il sottosegretario Bertolaso, che “continua a ripetere “mo ‘vveco io” e a non dare i chiarimenti e le garanzie ai cittadini, allarmati e ad ignorare le nostre ragioni, di chi difende il proprio territorio e la propria salute contro gli interessi dei grandi industriali e delle lobby finanziarie che hanno puntato sull’affare rifiuti in spregio ai diritti delle popolazioni”. Di sfida le ultime battute: “La tensione resta alta in città contro questo atto di sopruso. Saremo pronti ad accogliere Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso per la loro passerella, per la beffa che si preparano a fare, dopo il danno, ad Acerra e all’Italia intera, con un impianto catorcio spacciato per un gioiello della tecnica e per un’emergenza nascosta e lontana dalla soluzione”. La Petrellese ci anticipa che domani il comitato sarà a Roma, insieme a quanti da tutta Italia “hanno deciso di non arrendersi e continuare a denunciare la “truffa” dei sussidi all’incenerimento, perché sia restituito quanto indebitamente sottratto dalle tasche dei cittadini a discapito delle vere fonti rinnovabili e ribadire il no all’incenerimento dei rifiuti, il si’ alla loro riduzione, il si’ al riuso e al massimo sviluppo delle raccolte differenziate assumendo le “buone pratiche” del porta a porta e del trattamento meccanico biologico del “residuo” accompagnato da uno sforzo di riprogettazione industriale di beni e merci che non sono riciclabili/compostabili”.
di Annalisa Aiardo