• Articolo , 30 maggio 2011
  • Incentivi no-cash? I cittadini inglesi li preferiscono

  • Un sondaggio proposto dal governo britannico ha riscontrato che gli incentivi non economici potrebbero avere un effetto positivo sulla popolazione, spingendola ad effettuare ristrutturazioni energetiche nelle proprie abitazioni come operazione di contrasto al cambiamento climatico

(Rinnovabili.it) – Le politiche ambientali di riduzione dell’inquinamento e di diminuzione delle emissioni inquinanti incentivate a suon di frutta e di biglietti gratuiti per i mezzi pubblici. Sembra essere questa la maniera più accattivante per invogliare i cittadini britannici intenzionati a favorire le ristrutturazioni energetiche delle abitazioni. A darne l’annuncio la società che si è occupata di portare avanti un sondaggio commissionato dal governo per meglio capire come supportare al l’introduzione del Green Deal.
Incentivi non finanziari, quindi, sarebbero alla base del futuro successo dell’introduzione di politiche anti-inquinamento secondo il National Resilient Homes Project guidato dal professor Erik Bichard dell’Università di Salford e fondato dall’Environment Agency con lo scopo di analizzare anche i dati delle precedenti indagini, per cui i due terzi della popolazione intervistata considerava l’istallazione di misure per la protezione dal cambiamento climatico come misure che per realizzarsi devono essere incentivate dal governo.

Agli intervistati il team di Bichard ha offerto incentivi no-cash a 50 persone residenti in una delle zone di Manchester minacciate dalle inondazioni nel caso in cui avessero deciso di intervenire sulle proprie abitazioni per ridurne i consumi e per proteggerle dalle eventuali inondazioni. Cinque dei residenti hanno scelto di provvedere a migliorie per risparmiare energia in cambio di incentivi non finanziari mentre la metà dei residenti ha accettato di ottenere in cambio di eco-ristrutturazioni energia gratuita e relazioni che suggeriscono gli interventi da applicare per favorire il risparmio energetico e la diminuzione dei consumi.

Nel Green Deal si cerca infatti di coinvolgere le famiglie ad istallare tecnologie per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni senza però pagamenti anticipati che ne consentano la realizzazione, al contrario il budget verrebbe calcolato nel tempo sulla bolletta energetica e erogato sotto forma di sconto.
“Nel peggiore dei casi, sistemi di incentivazione non monetari rappresentano un effetto neutrale sul padrone di casa, e, nella migliore delle ipotesi, una motivazione positiva per rispondere alle minacce del cambiamento climatico mentre godono del valore intrinseco sostenibile dei rimborsi”, ha detto Bichard.
Lo studio è stato condotto sulla base del fatto che ricompense finanziarie potrebbero essere controproducenti in quanto non vi è alcun controllo sulle merci e sui servizi che le persone possono acquistare con i soldi ottenuti. Tuttavia, Bichard ritiene che accuratamente selezionati gli incentivi no-cash potrebbero stimolare le economie locali, contribuire allo sviluppo di comunità e all’erogazione di maggiori campagne governative di sensibilizzazione e di promozione.