• Articolo , 8 ottobre 2009
  • India: al bando i gas dannosi per l’ozono

  • Alla soglia della Conferenza di Copenhagen il ministro indiano Ramesh dichiara l’impegno a favore della lotta di gas come gli idroclorofluorocarburi chiedendo fondi per l’adeguamento delle tecnologie di riscaldamento e refrigerazione obsolete

(Rinnovabili.it) – La serie di studi indipendenti, pubblicati lo scorso mese, ha messo l’India seriamente in allarme sul piano delle emissioni climalteranti con previsioni di un vero e proprio boom dell’inquinamento pro capite nei prossimi due decenni. Nell’intento di arginare la situazione, per la quale il paese asiatico ha dichiarato un impegno libero da vincoli, rientra anche l’annuncio della diminuzione graduale entro il 2030 dell’utilizzo di gas come gli idroclorofluorocarburi (HCFC), impiegati negli apparecchi di refrigerazione e riscaldamento. Una mossa che, sottolinea il governo, prescinderà da finanziamenti internazionali che supportino l’adeguamento delle tecnologie.
“Abbiamo intenzione di congelare l’uso di HCFC ai livelli del 2009, almeno fino al 2013. Stiamo cercando di diminuire il loro utilizzo del 10% rispetto al 2009 entro il 2015, e portare i livelli a zero entro il 2030”, ha dichiarato Jairam Ramesh, ministro dell’Ambiente, durante un discorso chiarificatore circa l’impegno dell’India nella lotta al cambiamento climatico alla soglia dell’inizio del summit sul clima in programma per dicembre a Copenhagen.
Dati forniti dal ministero dimostrano che l’utilizzo di questi gas inquinanti è più che triplicato dal 2001 ad oggi; le previsioni per il futuro non sono affatto rosee, con stime destinate a raggiungere quote pari a ventisettemila tonnellate nel 2015, rispetto alle quasi quattromila emesse nel 1994.
Il ministro Ramesh ha dichiarato che, non disponendo dei fondi necessari a migliorare le tecnologie utilizzate per contribuire al contenimento delle emissioni di gas serra, chiederà aiuti ai Paesi ricchi.
Ad oggi l’India ha ricevuto 350 milioni di dollari del Fondo multilaterale per l’attuazione del “Protocollo di Montreal”:http://www.rinnovabili.it/proteggere-lozono-per-salvare-la-terra-401935, istituito nel 1991 per fornire assistenza ai Paesi in via di sviluppo intenzionati a diminuire l’utilizzo delle sostanza che stanno riducendo lo strato di ozono, come ad esempio gli HCFC.
Il protocollo, firmato da 195 nazioni tra cui l’India, mira alla riduzione graduale degli inquinanti in atmosfera fino alla loro completa eliminazione, compresi i gas utilizzati nella produzione di inalatori per asmatici, ancora presenti nel Paese.