• Articolo , 14 aprile 2008
  • India e Cina dicono no all’accordo post-Kyoto

  • I Paesi in via di sviluppo non intendono firmare un nuovo patto per la lotta al cambiamento climatico, dal momento che i Paesi ricchi non sono riusciti a fornire un esempio concreto nel taglio delle emissioni

Le Nazioni ricche non hanno saputo mantenere gli impegni presi per ridurre l’effetto serra, e per questo i Paesi in via di sviluppo, tra cui Cina e India, non sono disposti a firmare un nuovo accordo che rimpiazzi il protocollo di Kyoto. A riferirlo è oggi Rajendra Pachauri, presidente del Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (Ipcc), secondo cui è molto difficile che si arrivi a un accordo l’anno prossimo a Copenhagen finché “i paesi in via di sviluppo non vedranno il mondo sviluppato prendere una precisa posizione”, ristabilendo una certa credibilità. Pachauri tuttavia ha dato enfasi all’esempio positivo della Germania con i suoi investimenti significativi nelle energie rinnovabili, citando anche la Gran Bretagna, in procinto di tagliare le proprie emissioni di gas serra, come richiesto dal protocollo di Kyoto, ma lontana dall’obiettivo interno di ridurre l’inquinamento da biossido di carbonio del 20%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2010. Pachauri, che è anche direttore generale dell’Istituto dell’Energia e delle Risorse di New Delhi, in India, ha aggiunto: “Non credo che la Cina e l’India faranno subito parte dell’impresa. Credo aspettino di vedere i livelli di ambizione da parte dei paesi sviluppati, prima di prendere qualsiasi impegno volontario da parte loro”.