• Articolo , 8 settembre 2009
  • Indonesia, una legge più severa contro gli inquinatori

  • Dal Parlamento l’ok alla nuova normativa ambientale: multe salate e fino a 10 anni di carcere per gli inquinatori impenitenti

(Rinnovabili.it) – Il parlamento indonesiano ha approvato una nuova legge in materia ambientale che darebbe al Ministero dell’Ambiente il potere di revocare le licenze agli “inquinatori” e che ha raccolto il plauso degli ambientalisti da sempre sostenitori di una più rigida applicazione della normativa sul tema. La rapida crescita economica che ha caratterizzato in questi anni l’Indonesia è stata accompagnata da un inquinamento diffuso a carico dei corsi d’acqua, del suolo e dell’aria, innescando una rapida distruzione del patrimonio forestale e della fauna selvatica, e suscitando di conseguenza numerose critiche da parte dei gruppi verdi e della Banca mondiale.
Il nuovo regolamento, secondo quanto riferisce Reuters dopo aver visionato la bozza, imporrebbe alle società le cui operazioni abbiano un alto impatto ecologico di ottenere una licenza ambientale e di venire sottoposte a un processo di valutazione ambientale prima di iniziare qualsiasi lavoro.
In caso di mancato rispetto dei termini di VIA il Ministero dell’Ambiente avrebbe la facoltà di revocare i relativi permessi così come di assegnare sanzioni alle società inadempienti. Chiunque inquinasse intenzionalmente potrebbe dunque rischiare fino a dieci anni di carcere e multe anche di 10 miliardi di rupie (pari a circa 1 milione di dollari).
“Ciò avrà effetti sostanzialmente su tutti i settori industriali e sulle società la cui attività producono impatti a livello ambientale, compreso il settore manifatturiero, edile, minierario e le fabbriche di lavorazione del legno”, ha commentato Nur Hidayati, rappresentante di Greenpeace Indonesia. Fino ad oggi alle compagnie inquinanti veniva rilasciata dal Ministero solo una raccomandazione, senza alcuna possibilità di revoca delle licenze o controlli di VIA. Non solo. La nuova legge prevedrebbe anche sanzioni per i funzionari del governo locale e centrale, che rilascino permessi senza seguire le corrette procedure.