• Articolo , 8 ottobre 2009
  • Industria rinnovabili: bene proposta UE ma rimangono incertezze

  • Rimangono poco chiari i modelli di finanziamento, ma nel complesso la Comunicazione della Commissione Europea ha riscosso le prime critiche positive dalle lobby di settore

(Rinnovabili.it) – La proposta avanzata ieri dalla Commissione Europea, in merito ai nuovi stanziamenti a favore delle tecnologie energetiche pulite e le relative “tabelle di marcia” per il settore Ricerca e Sviluppo, hanno suscitato da subito i commenti delle associazioni di settore e dei vari protagonisti dell’industria delle energie rinnovabili. Se nel complesso la comunicazione è stata accolta più che positivamente sembrano rimanere ancora dei distinguo e delle incertezze.
Per Christian Kjaer, direttore generale dell’ *Ewea*, la lobby europea dell’eolico, “i 6 miliardi di euro previsti per la ricerca nel campo dell’energia eolica rappresentano un valore qualità/prezzo imbattibile. Nessun altra tecnologia – ha continuato – offre un simile ritorno in produzione di elettricità e di riduzione dei gas a effetto serra a fronte di un piccolo investimento”. Nel complesso, infatti, all’eolico sarebbe stato destinato l’11,8% del budget di ricerca proposto per le varie forme di energia pulita; un notevole passo avanti rispetto alla quota finora stabilita nell’Unione al settore del vento, che comunque – sottolinea Kjaer – rimane comunque molto distante dall’investimento per la tecnologia CCS (Carbon Capture and Storage) a cui andrebbe ben il 25% della torta. “La somma investita nel vento è piccola rispetto all’ammontare assegnato al CCS, ma l’industria dell’energia eolica riconosce il significativo e importante aumento, soprattutto rispetto all’1% dei fondi per la ricerca energetica dell’UE storicamente assegnato fino al 2002”, nella certezza sarà proprio l’eolico a fornire la maggior parte di energia verde in Europa.
Accoglienza positiva anche per l’ *Epia*, “Siamo molto lieti che la Commissione Europea riconosca esplicitamente il forte potenziale del solare fotovoltaico. Entro il 2020, a patto che siano soddisfatte adeguate condizioni generali, il fotovoltaico potrebbe contribuire fino al 12% della domanda di elettricità nell’Unione”, ha detto Adel El Gammal, Segretario Generale di Epia. “Tuttavia, ci rammarichiamo che la comunicazione non rispecchi adeguatamente l’attuale stato di sviluppo della tecnologia solare”.
Ricerca e Sviluppo si stanno evolvendo molto velocemente: con un mercato europeo di 4,5 GW nel 2008, il fotovoltaico rappresenta il 19% della nuova capacità energetica installata nel continente. Già l’anno prossimo, spiega l’associazione, la tecnologia sarà competitiva con i prezzi dell’elettricità al dettaglio in alcune regioni d’Europa.
L’Associazione sottolinea quelle che, a suo parere, rimangono i punti deboli della proposta, tra cui la troppa enfasi posta sulla ricerca a lungo termine senza riconoscere la necessità di accelerare lo sviluppo di tecnologie commerciale esistenti e pre-commerciali.
E ancora, permane l’incertezza sulla suddivisione dello sforzo di finanziamento, così come la questione dell’integrazione del fotovoltaico alla rete così come nell’ambiente urbano.
Una puntualizzazione viene rivolta anche all’iniziativa sulle “Smart City” attraverso l’invito a promuovere non solo misure per l’efficienza energetica, ma anche considerare il ruolo fondamentale delle energie rinnovabili per ridurre l’impronta ecologica delle città. In tale contesto, spiega Epia, “il solare fotovoltaico avrà un ruolo chiave nel promuovere lo sviluppo di edifici verdi e di un trasporto elettrico”.