• Articolo , 26 febbraio 2010
  • Infrastrutture energetiche, più dati per migliorare la pianificazione

  • Il Parlamento europeo ha adottato ieri una relazione che modifica il progetto di regolamentazione sugli investimenti energetici presentato dalla Commissione nel luglio 2009

(Rinnovabili.it) – Si è votato ieri a Strasburgo la proposta sul Regolamento del Consiglio relativa alla notifica dei progetti di investimento nelle infrastrutture energetiche europea. Gli Europarlamentari con 551 voti favorevoli, 24 contrari e 25 astensioni hanno adottato la relazione del deputato Adina-Ioana Vǎlean in cui si prevede la modifica della base legislativa dell’attuale regolamento. L’ordinamento imporrebbe ai governi dell’UE partire dall’inizio del 2011 e ogni due anni, di raccogliere comunicare alla Commissione i dati in merito a qualsiasi costruzione, ammodernamento o disattivazione della capacità di produzione, trasporto o stoccaggio dell’energia. Ciò riguarda petrolio, gas, carbone, energie rinnovabili, centrali elettriche, grandi progetti di riscaldamento e raffreddamento, ma anche la cattura, trasporto e stoccaggio del biossido di carbonio in fase di progettazione o in costruzione nel loro territorio.
La bozza vuole che il regolamento si applichi anche alle società europee che investono in progetti di infrastrutture energetiche situate in paesi terzi che siano direttamente connessi o interessino le reti energetiche di uno o più Stati membri.
Tra gli emendamenti introdotti ed approvati in sede parlamentare l’obbligo di chiarire in merito eventuali ritardi e ostacoli alla realizzazione dei progetti e dare a Strasburgo un potere co-decisionale sulla legislazione.
Per l’EWEA ciò rispecchia meglio la realtà degli investimenti nel settore dell’energia elettrica rispetto alla precedente proposta del Consiglio, soprattutto in riferimento all’energia del vento per la quale era stata avanzata la notifica degli investimenti nei parchi eolici superiori a 20 MW, ignorando il grande numero di wind farm al di sotto di tale potenza. L’Europarlamento, in tal senso, ha spostato il limite a 5 MW per l’on-shore e 20 MW per l’off-shore.
“L’approccio del Consiglio avrebbe perso almeno un terzo di tutte le nuove istallazioni eoliche onshore”, ha riferito Paul Wilczek, Regulatory Affairs Advisor dell’EWEA, “fornendo ai responsabili politici europei un quadro falsato sui nuovi impianti. Non vi può essere alcuna giustificazione per ignorare la fonte di energia numero uno in gran parte dell’Europa..Sarebbe un grosso errore di sottovalutarla”.