• Articolo , 26 novembre 2008
  • Innovazione e ricerca alla base delle risposte al mercato delle rinnovabili

  • Si iniziano a vedere anche da noi i primi risultati di chi ha creduto nel mercato delle rinnovabili, sfruttando anche la ricerca che viene portata avanti nelle università. E questo produce non solo energia pulita, ma anche occupazione

Ci sono economisti, politici e statisti ed associazioni ambientaliste che lo affermano ormai da qualche tempo. Adesso, nonostante nel campo dell’industria ambientale l’Italia abbia perso diversi treni, e primo tra tutti quello fondamentale della ricerca, la tecnologia delle rinnovabili, e più propriamente il fotovoltaico, anche da noi sta iniziando a produrre non solo energia, ma anche posti di lavoro. Sta infatti crescendo il numero di società che realizzano in proprio celle fotovoltaiche senza dover così ricorrere ad importazioni e a partner esteri.
Un esempio può essere la Omniasolar Italia di Benevento che, nata nel 2007 dall’unione di imprenditori del settore e il fondo Atmos Private Equity, ha l’obiettivo di costituire un polo all’avanguardia nella produzione di celle fotovoltaiche. Questo lo possiamo notare all’High Tech Expo di Rho, (Milano), fino al 28 novembre, con una sezione riservata alle tecnologie fotovoltaiche. In questa fase iniziale alla Omniasolar si producono circa 10 megawatt l’anno e si dà lavoro ad una ventina di persone. Ma nel triennio 2008-2011 si porteranno gli addetti fino a 40 occupati per assicurare più turni di lavoro.
Quella di Omniasolar è un esempio di come si può iniziare in un settore in rapida evoluzione come quello dell’energia solare. Le ordinazioni provengono dal nord Italia, ma anche da paesi europei e aziende cinesi che si sono interessate alla produzione beneventana.
“V-energy” (Biella) ha invece voluto puntare non solo alla produzione di moduli fotovoltaici, ma ad estendere i servizi anche alla consulenza tecnica-economica, inserendosi nel settore della formazione di progettisti, installatori e incentivando grossisti del comparto. In un mercato molto specializzato, i nostri operatori stanno affrontando una serie di cambiamenti per poter impegnarsi nelle nuove sfide tecnologiche e commerciali, mettendo anche a frutto la sinergia con il know how sviluppato nelle nostre università.