• Articolo , 9 marzo 2011
  • Inquinamento, i sacchetti di plastica soffocano il Mediterraneo

  • Da uno studio dell’Arpa Toscana la conferma dello stato di inquinamento da materiali plastici del mar Mediterraneo. La situazione peggiore nelle acqua tra Italia, Francia e Spagna

(Rinnovabili.it) – Dalla collaborazione tra Arpa Toscana e Legambiente è nato il dossier “L’impatto della plastica e dei sacchetti sull’ambiente marino”:http://risorse.legambiente.it/docs/RAPPORTO_PLASTICA_web.0000002382.pdf, presentato stamane in Senato alla presenza di Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, Francesco Ferrante, senatore del Partito Democratico e Fabrizio Serena, responsabile area mare di Arpat.
Sintetizzando i maggiori studi sulle condizioni di “inquinamento del mare”:http://www.rinnovabili.it/un-mare-di-plastica-minaccia-il-mediterraneo-403610 per via della dispersione di rifiuti derivati della plastica è emerso: “L’Italia è un Paese doppiamente esposto al problema della plastica e della dispersione dei sacchetti in mare – ha dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. Lo è sia perché è la prima nazione per consumo di sacchetti di plastica ‘usa e getta’, visto che commercializza il 25% del totale degli shopper in tutta Europa, ma anche perché si affaccia sul mar Mediterraneo, coinvolto come i mari del resto del Pianeta dall’inquinamento da plastica. Per queste ragioni il nostro Paese ha giustamente adottato con la legge finanziaria 2007 il bando sugli shopper non biodegradabili in vigore dal 1 gennaio scorso. La Commissione europea, dunque, non può che salutare con favore questa novità normativa italiana, come ha recentemente fatto il Commissario europeo per gli affari marittimi e la pesca, Maria Damanaki, in occasione dell’incontro con il ministero dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, favorendo la sua esportazione anche negli altri 26 paesi membri”.
La plastica, principale rifiuto disperso nei mari, costituisce infatti dal 60 all’80% del totale dei rifiuti trovati nelle acque, numeri che a volte raggiungono *il 90-95% in alcune aree dei mari italiani*. Secondo il monitoraggio effettuato dall’Arpa Toscana nel solo arcipelago della regione *in un’ora sono stati prelevati in mare 4 kg* di rifiuti, di cui il 73% costituito da materiale plastico, soprattutto sacchetti usa e getta.
Ma le indagini hanno evidenziato una situazione altrettanto grave anche nell’oceano Atlantico dove è nota la presenza del Pacific Plastic Vortex, vortice in sospensione che racchiude milioni di tonnellate di rifiuti galleggianti, soprattutto plastica, sia che si analizzino le coste del Cile che del Giappone, causa di danni irreversibili a numerose specie marine tra fauna e flora.
“Per tutte queste ragioni l’Italia, che solitamente è in ritardo in merito alle normative ambientali, ha scelto di mettere al “bando i sacchetti di plastica”:http://www.rinnovabili.it/milleproroghe-dal-governo-il-no-definitivo-ai-sacchetti-di-plastica801560, ponendosi addirittura all’avanguardia tra i paesi industrializzati – ha concluso Stefano Ciafani -. Sarebbe davvero incomprensibile, dunque, che la Commissione europea censurasse questa scelta esemplare che ha già ricevuto il plauso da parte degli altri paesi europei”.