• Articolo , 14 ottobre 2010
  • IntAMap, mappe virtuali ‘tengono d’occhio’ l’inquinamento del Pianeta

  • Grazie alla realizzazione di questo nuovo software è possibile valutare lo stato di inquinamento del Pianeta conoscendo all’istante il verificarsi, ad esempio, di un disastro ambientale e andando ad intervenire in maniera tempestiva all’origine del problema

(Rinnovabili.it) – Grazie al contributo finanziario di 1,8 milioni di euro da parte dell’Unione europea è stato possibile realizzare un software in grado di monitorare e redigere in tempo reale “mappe”:http://www.intamap.org/index.php che evidenzino la presenza di inquinanti atmosferici, specificandone l’origine e la provenienza. IntAMap (Interoperability and Automated Mapping), questo il nome del nuovo sistema realizzato grazie alla collaborazione di più gruppi di lavoro provenienti da 6 diversi paesi, consentirà alle autorità di intervenire in tempi brevi mettendo a punto strategie anti-inquinamento ad hoc.
Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea per l’Agenda digitale ha dichiarato: “Il progetto IntAMap è un buon esempio del contributo che la ricerca può apportare al miglioramento della vita quotidiana in Europa. Le mappe in tempo reale dell’inquinamento possono costituire per le autorità pubbliche uno strumento fondamentale per individuare le fonti dell’inquinamento e il modo migliore per risolvere il problema, ma possono anche aiutare i singoli cittadini ad evitare l’inquinamento come lo smog”, consentendo a chi di dovere di andare ad agire con massima precisione e in tempi ridotti nelle aree colpite da disastri ecologici. Si eviterebbe in tal modo che il danno si espanda e che le contaminazioni, come nel caso della fuoriuscita di idrocarburi, raggiungano importanti corsi d’acqua o bacini strategici.
Aggiornate in tempo reale e consultabili on-line, le mappe redatte da IntAMap evitano che ci sia dispersione di informazioni provenienti da diverse stazioni di monitoraggio garantendo una più accurata messa in evidenza delle problematiche in atto grazie soprattutto alla possibilità di redigere mappe di isolivello che meglio delineano l’entità del danno ambientale nel momento stesso in cui si sta verificando.