• Articolo , 21 marzo 2008
  • Intervista all’ing. Paolo Tomasi, presidente del COOU

  • Il contributo che il Consorzio Obbligatorio Oli Usati offre al problema della raccolta differenziata è un esempio di assoluta eccellenza: in Italia l’80% dei lubrificanti usati viene avviato alla rigenerazione, mentre in Germania si raggiunge “solo” il 60% ed in Francia “appena” il 40%

Mauro Spagnolo – *Presidente Tomasi, quando è nato e con quali premesse il COOU, il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati?*
*Paolo Tomasi* – Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è la prima agenzia ambientale nazionale dedicata alla raccolta differenziata. E’ nato con il Decreto del Presidente della Repubblica 691 del 1982 – in attuazione della direttiva comunitaria 75/439 – e ha lo scopo, socialmente rilevante, di salvaguardare l’ambiente dalla dispersione di un rifiuto pericoloso come l’olio usato. Pienamente operativo dal 1984, ha registrato negli ultimi anni una notevole crescita delle quantità di olio usato raccolte e inviate come materie prime alle raffinerie, incrementando progressivamente la produzione di oli base rigenerati che coprono oggi oltre il 20% del fabbisogno nazionale. Questo importante risultato è dovuto anche all’efficacia del modello organizzativo pubblico-privato. Il Consorzio opera infatti sotto l’indirizzo e il controllo di 4 ministeri (Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare; Sviluppo Economico; Salute; Economia e Finanze) mentre la responsabilità gestionale è affidata ai privati. Sulla base del principio di matrice europea “chi inquina paga”, i costi sostenuti dal Consorzio per svolgere le proprie attività sono annualmente ripartiti (al netto dei ricavi della vendita dell’olio usato) tra le imprese consorziate, in modo proporzionale alla quote di mercato detenute. Tale contributo nel 2007 è stato dimezzato passando da 50 a 25 euro per ogni tonnellata di olio immesso al consumo, valore più basso tra quelli praticati da consorzi simili.

MS – *Gli oli usati sono stati definiti convenzionalmente “rifiuti pericolosi”. In che modo questi possono trasformarsi in risorsa economica?*
*PT* – L’olio usato, ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti, è definito dalla legge “rifiuto pericoloso”. Se viene eliminato in modo scorretto o impiegato in modo improprio, può trasformarsi in un potente agente inquinante: basti ricordare che, se versati in acqua, 4 chili di olio usato possono inquinare una superficie grande come un campo di calcio e una sola goccia mille litri di acqua. Ma correttamente trattato, l’olio usato può diventare un’importante risorsa economica per il nostro Paese. Il riutilizzo dei lubrificanti usati favorisce, infatti, il contenimento delle importazioni di idrocarburi: nel 2007, oltre l’80% dell’olio raccolto dal COOU è stato avviato a rigenerazione. Questo risultato ha consentito di produrre circa 117.000 tonnellate di basi lubrificanti e 35.000 tonnellate di altri prodotti petroliferi (gasoli e bitumi), confermando, così, la leadership europea del nostro Paese in questo particolare processo di trattamento e riutilizzo di lubrificanti usati. In quasi 25 anni di attività abbiamo raccolto circa 4 milioni di tonnellate di olio lubrificante, consentendo un risparmio complessivo sulle importazioni di petrolio del Paese di oltre 1 miliardo di euro.

MS – *Quali sono le attività del consorzio e quali gli strumenti utilizzati?*
*PT* – Il nostro compito è di garantire la raccolta dell’olio lubrificante usato in tutta Italia e di avviarlo al riutilizzo. Per questo ci avvaliamo di una rete di raccolta costituita da 73 aziende private, dislocate in tutte le regioni d’Italia, che con i loro automezzi raccolgono gli oli usati e li stoccano nei depositi. Il servizio di raccolta è gratuito per il detentore di lubrificanti usati non inquinati. Rientrano poi nella nostra mission le attività di comunicazione per orientare cittadini e imprese ad assumere comportamenti ambientali corretti. La legge ci affida anche le attività di studio, sperimentazione e realizzazione di nuovi processi di trattamento e di impiego alternativo per l’olio usato.

MS – *Il COOU ha elaborato un Sistema di Gestione per la Qualità. Ci può spiegare la sua funzione e da quale necessità è scaturito?*
*PT* – Dal 2001, il COOU mantiene attivo un Sistema di Gestione della Qualità, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di qualità prefissati per ogni specifico servizio realizzato e alla piena soddisfazione dei clienti e della collettività. Tale Sistema, nato dalla necessità di fare sempre meglio e sempre di più al servizio dell’ “Ambiente”, definisce l’organizzazione, le risorse, la politica, le metodologie e le tecniche seguite per garantire il controllo continuo di tutte le nostre attività. La sua funzione è quella di definire e documentare come viene assicurata la conformità del servizio fornito ai requisiti richiesti e la soddisfazione delle aspettative del cliente; identificare i processi e la loro applicazione nell’ambito di tutta l’organizzazione; stabilire criteri e metodi necessari per assicurare l’efficace funzionamento e controllo di questi processi; attuare le azioni necessarie per conseguire i risultati pianificati e il miglioramento continuo di questi processi. Tale sistema, inizialmente implementato secondo lo standard UNI EN ISO 9002:1994, è stato aggiornato nel 2003 alla Vision 2000 (UNI EN ISO 9001:2000) e rivisitato sia nel 2005 che nel 2007 per acquisire i risultati del Business Process Reengineeing (BPR), realizzato nel 2004.

MS – *Il Consorzio ha molto a cuore le problematiche del “Fai da te”, tanto da stilare un vero e proprio vademecum. Ce lo ricorda?*
*PT* – Il cambio dell’olio di un’auto è una faccenda seria, sia perché il contatto tra l’epidermide e il lubrificante usato è pericoloso per la salute, sia perché la dispersione di olio usato danneggia l’ambiente. Il Consorzio raccomanda di far svolgere il cambio dell’olio nelle autofficine o nelle stazioni di servizio in cui sono rispettate tutte le regole di sicurezza. Se però si vuole procedere in autonomia, si deve tenere presente che l’operazione è regolata non solo dal buon senso ma anche dalla legge, che punisce chi disperde incautamente gli oli nell’ambiente. È comunque importante che siano rispettate alcune semplici regole di comportamento:
• indossare guanti impermeabili durante l’intera operazione;
• raccogliere l’olio usato in un contenitore a chiusura ermetica per evitare dispersioni e non utilizzare recipienti di materiali fragili, come il vetro;
• assicurarsi che non vengano mescolate all’olio sostanze diverse (anche l’acqua, infatti, può rendere difficoltoso il riutilizzo);
• chiamare il numero verde del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, l’800 863 048, per conoscere l’indirizzo del centro di raccolta più vicino. La consegna è gratuita.

MS – *Ritiene che la normativa italiana in materia sia soddisfacente o crede che ci siano ancora carenze legislative da colmare?*
*PT* – Essendo l’olio usato un rifiuto definito dalla legge pericoloso, tutta l’attività del Consorzio è sempre stata disciplinata da una regolamentazione legislativa specifica. Nel corso degli anni il legislatore ha predisposto alcune revisioni dei contenuti di legge al fine di armonizzare la normativa alle esigenze emergenti. Ma persistono ancora lacune nella legislazione in particolare nel settore del “fai da te”. A tal proposito abbiamo presentato un Disegno di Legge che prevede alcune misure tese a contrastare questo fenomeno. In particolare prevede che gli esercizi commerciali al dettaglio che vendono olio lubrificante mettano a disposizione della clientela e gestiscano un impianto per la sostituzione e lo stoccaggio di olio usato. E’ previsto inoltre che tutti gli esercizi siano garanti di una corretta informativa al pubblico sul pericolo rappresentato dall’olio minerale, comprendente l’indicazione delle imprese di autoriparazione di zona convenzionate per il cambio olio, nonché i recapiti del Consorzio.

MS – *In che modo l’attività del Consorzio può contribuire alla diffusione sul territorio di una maggiore cultura ambientale?*
*PT* – Da sempre il Consorzio è impegnato a diffondere una sempre più matura e articolata sensibilità ambientale. Attraverso campagne educative svolte nelle scuole o attraverso i mezzi di comunicazione di massa ci rivolgiamo a molteplici interlocutori sia per migliorare la raccolta sia per sensibilizzare sui rischi per l’ambiente e per la salute di una non corretta gestione dell’olio usato. In particolare consideriamo i giovani un importante target di riferimento perché rappresentano il futuro e perché crediamo nell’effetto moltiplicatore che hanno nei confronti delle loro famiglie.