• Articolo , 25 gennaio 2010
  • Intesa Regione – facoltà di Agraria per un’agricoltura multifunzionale ed ecosostenibile

  • La crisi dell’agricoltura sarda è così grave da richiedere immediatamente una “rivoluzione” economica, sociale e culturale. Partendo da questo dato di fatto condiviso, l’assessorato all’Agricoltura della Regione Sardegna e la facoltà di Agraria dell’Università di Sassari hanno intrapreso un percorso comune che sfocerà nell’individuazione di nuovi modelli possibili per aziende agro-energetiche ecosostenibili, capaci di coniugare […]

La crisi dell’agricoltura sarda è così grave da richiedere immediatamente una “rivoluzione” economica, sociale e culturale. Partendo da questo dato di fatto condiviso, l’assessorato all’Agricoltura della Regione Sardegna e la facoltà di Agraria dell’Università di Sassari hanno intrapreso un percorso comune che sfocerà nell’individuazione di nuovi modelli possibili per aziende agro-energetiche ecosostenibili, capaci di coniugare allevamento, agricoltura e produzione di energie rinnovabili.

Stamattina a Sassari, l’assessore dell’Agricoltura della Regione Sardegna, Andrea Prato, i docenti e il preside di Agraria, Pietro Luciano, si sono incontrati nell’aula magna della facoltà per programmare le attività da svolgere insieme. “Discutere del prezzo del latte è importante – ha premesso l’assessore – ma ritoccare al rialzo le cifre di qualche centesimo non salverà le nostre campagne, perché ciò che è sbagliato è il modello economico che ci siamo dati tempo fà. Produrre materie prime è, e sempre sarà, il compito principale dell’agricoltura, ma l’esperienza insegna che ormai non è più sufficiente. Bisogna puntare sulla multifunzionalità per aumentare il Pil agricolo in maniera effettiva, con numeri reali e non gonfiati dagli aiuti europei, che tra l’altro dal 2013 dovrebbero diminuire sensibilmente. Ma per fare la rivoluzione occorre il consenso di tutti e per questo l’assessorato chiede la collaborazione del mondo accademico”.

Le aziende agricole di dimensioni ridotte sono chiamate a combattere e vincere la sfida della multifunzionalità, che significa diversificare la attività in senso agrituristico ma non solo. La nuova legge 1/2010 mira a far nascere 2mila attività agrituristiche e a portare ricchezza alle 8mila aziende dell’indotto, che produrranno per il circuito del turismo rurale. A questo scopo verranno creati 7mila nuovi posti letto e 1700 km di ippovie che favoriranno lo sviluppo del turismo equestre, del turismo religioso e del cicloturismo. Gli accordi con le società di gestione degli aeroporti di Alghero e Olbia sono quasi pronti e presto saranno operativi.

Per le aziende di grandi dimensioni, quelle professionali, il discorso cambia leggermente ma il principio è lo stesso: evitare le monoculture e gli sprechi. Con il supporto scientifico della facoltà di Agraria, a cui prossimamente si aggiungeranno Economia e Ingegneria del territorio, la Regione intende studiare e realizzare su suolo pubblico, entro il 2010, un prototipo di azienda capace di conciliare la coltivazione in serra e l’allevamento con la produzione di biogas. “Il 70% delle attività generate in Sardegna con le energie rinnovabili – ha detto l’assessore Prato – stanno utilizzando terre agricole della nostra isola, a vantaggio esclusivo delle multinazionali straniere».

“Crediamo molto in questo sodalizio con la Regione Sardegna – ha aggiunto il preside Pietro Luciano – e crediamo che la collaborazione debba diventare regolare e sistematica». La facoltà di Agraria creerà subito due gruppi di lavoro che, assieme all’assessorato e alle agenzie agricole regionali, elaboreranno i prototipi di aziende multifunzionali ed ecosostenibili. Per questo progetto sono disponibili 10 milioni di euro del Programma di sviluppo rurale 2007-2013.