• Articolo , 6 aprile 2009
  • Investire nel solare: una nuova joint venture in Senegal

  • I progetti nel continente africano si stanno moltiplicando attraverso partnerhip con aziende europee. L’ultima notizia è la joint venture fra la francese Alterpro Energie e la senegalese Enersol Europe Afrique, due società specializzate nel settore dell’energia solare che anno deciso di unirsi e investire nel Paese africano. Sul sito Enerzine.com. si legge che la nuova […]

I progetti nel continente africano si stanno moltiplicando attraverso partnerhip con aziende europee. L’ultima notizia è la joint venture fra la francese Alterpro Energie e la senegalese Enersol Europe Afrique, due società specializzate nel settore dell’energia solare che anno deciso di unirsi e investire nel Paese africano. Sul sito Enerzine.com. si legge che la nuova società permetterà di unire la competenza d’ingegneria industriale dell’azienda francese e la logistica e la distribuzione di impianti della ditta senegalese. Giro d’affari previsto: due milioni di euro. Il primo stabilimento per l’assemblaggio dei pannelli sarà costruito nella zona occidentale del Paese africano e sarà operativo già quest’estate.
Anche altri Paesi africani stanno portando avanti progetti simili. La compagnia energetica di Stato algerina Sonatrach e la spagnola Abengoa, riunite nel consorzio New Energy Algeria stanno sviluppando una centrale ibrida a concentrazione solare (per 20 MW) e a gas, ciclo combinato (per 130 MW). L’impianto sta sorgendo ad Hassi-R’mel vicino al più grande giacimento metanifero del continente africano e sarà completato entro il 2010. Gli specchi utilizzati per catturare la luce solare occupano una superficie 18 ettari. Solo un impianto pilota, parte di un progetto più vasto ed ambizioso che prevede di esportare in Europa, in particolare Spagna e Italia, l’energia prodotta dagli enormi impianti solari africani.

Il Marocco, sempre con la spagnola Abengoa, sta sviluppando una centrale ibrida a concentrazione solare (20 MW) e a gas (470 MW), ed altri progetti sono in corso in Egitto, Tunisia, Libia, Turchia e Israele.

Il premio Nobel Carlo Rubbia, tra i padri del progetto Desertec per ricavare energia dal sole del deserto, ha calcolato che basterebbe ricoprire una superficie pari allo 0,3 per cento dei deserti dei Paesi mediorientali e nordafricani per generare energia sufficiente a rifornire l’Europa, il Medio Oriente e i Paesi del Nord Africa.