• Articolo , 2 settembre 2010
  • Ipcc, il Presidente Pachauri rassegna le dimissioni

  • A seguito delle critiche per gli errori contenuti in un documento pubblicato nel 2007 il Presidente del panel intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatico dal 2002, l’ingegnere indiano Rajendra Pachauri, lascia la poltrona dell’Ipcc

(Rinnovabili.it) – Rajendra Pachauri, Presidente dal 2002 dell’ “Ipcc”:http://www.ipcc.ch/, il gruppo intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici, ha rassegnato le dimissioni in seguito alle polemiche sollevate a conclusione dell’indagine condotta dall’InterAcademy Council, che riunisce le accademie scientifiche di quindici paesi. Presieduto dall’economista Harold Shapiro il Consiglio ha valutato l’operato scientifico dell’Ipcc mettendo sotto accusa i dati contenuti in una relazione risalente al 2007. I numeri dell’ *Assessment Report 2007*, concernenti il futuro scioglimento dei ghiacciai himalayani, ne supponevano la scomparsa entro l’anno 2035, tre secoli in anticipo rispetto alle verifiche effettuate. Tali risultati vennero contestati e riconosciuti dallo stesso Pachauri nel gennaio scorso, momento dal quale la polemica non si è più arrestata, bensì talvolta ulteriormente appesantita dalla campagna delle lobby di eco-scettici, sottolineando anche la necessità di una verifica delle cariche affinché i controlli sulla veridicità dei dati contenuti nei documenti e nei rapporti pubblicati siano più attenti e scrupolosi così da evitare ulteriori contrasti.
Gravi errori di valutazione avrebbero quindi portato l’ingegnere indiano ad allontanarsi dal comando del panel scientifico; nonostante le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi lasciassero la decisione ultima, per volontà del Presidente stesso, in mano ai 194 governi aderenti all’Ipcc Pachauri lascia dando spazio alla possibilità di una organizzazione interna che, nonostante le critiche e gli errori, nell’ultimo periodo ha mosso positivamente le coscienze mondiali sensibilizzando l’opinione circa la necessità e l’urgenza di nuove riforme e azioni concrete che siano in grado di limitare i danni causati dall’innalzamento della temperature globale.