• Articolo , 10 ottobre 2008
  • Ipotesi/Parco eolico al largo di Fasano? Presentato progetto

  • La Gazzetta del Mezzogiorno – Eolico off-shore, ovvero la produzione di energia elettrica ottenuta sfruttando la forza del vento con impianti realizzati in mare aperto. C’è una società intenzionata a realizzare una piattaforma di produzione nelle acque dell’Adriatico di fronte alle coste fasanesi. Nei giorni scorsi, a Palazzo di città, c’è stata la presentazione dei […]

La Gazzetta del Mezzogiorno – Eolico off-shore, ovvero la produzione di energia elettrica ottenuta sfruttando la forza del vento con impianti realizzati in mare aperto. C’è una società intenzionata a realizzare una piattaforma di produzione nelle acque dell’Adriatico di fronte alle coste fasanesi. Nei giorni scorsi, a Palazzo di città, c’è stata la presentazione dei tratti salienti dell’intervento che la srl “Castello di Monteselco” si propone di realizzare a Fasano. Chi si aspettava che i manager e i tecnici della società illustrassero in quella sede il progetto vero e proprio dell’impianto che potrebbe sorgere nel mare tra Savelletri e Torre Canne – restato deluso.

L’incontro a Palazzo di città, voluto dal sindaco Di Bari, – servito per fornire ai presenti un quadro di massima di quello che – un parco eolico, delle sue potenzialità e dei suoi limiti. Sempre ammesso che alla fine si decida di autorizzare la realizzazione dell’impianto a Fasano, la fase della progettazione vera e propria – ancora ben lontana. Il tecnico della società proponente ha spiegato che quello che potrebbe sorgere a Fasano sarebbe un impianto per la produzione di energia elettrica ottenuta sfruttando la forza del vento della potenza di 240 megawatt. Gli aerogeneratori, ovvero le pale, sarebbero posizionate a una distanza di 6,7 chilometri dalla costa.

E in proposito una prima considerazione si può fare: l’ubicazione dell’impianto in mare aperto, a una distanza tale da renderlo praticamente invisibile dalla terraferma, un primo vantaggio lo presenta: consente di superare quello che – l’aspetto più controverso legato alla produzione di energia sfruttando la forza del vento, ovvero l’impatto visivo dei mulini a vento. Perchè un fatto – certo: sulla terraferma le pale inevitabilmente finiscono con il compromettere il paesaggio.

Ci sono rischi di inquinamento da campo magnetico? A sentire l’ingegnere nessuno. E in proposito ha mostrato ai partecipanti all’incontro – nella sala di rappresentanza di Palazzo di citt? c’erano consiglieri comunali, tecnici, ma anche tanti semplici cittadini, giovani soprattutto – le slide delle tabelle di rilevazione dei campi magnetici. A prestare fede a quei grafici si possono dormire sonni tranquilli. Un impianto di questo genere non – – sempre stando a quanto illustrato dal tecnico – fonte di inquinamento sonoro. Dalla terraferma praticamente non si percepisce nessun rumore anche quando la piattaforma – in funzione a pieno regime.

Tutti i dati campionati, e presi a mò di esempio durante l’incontro di luned” scorso a Palazzo di città, si riferiscono ai valori rilevati dall’attivit? del parco eolico off-shore di Homs Ren, in Danimarca. Quello che impressiona sono i numeri relativi all’occupazione: per far funzionare l’impianto servono 73 occupati diretti, 46 indiretti e 77 addetti dell’indotto.

Il totale – 196 posti di lavoro. Quelli della “Castello di Monteselco” non hanno dubbi: la produzione di energia elettrica dal vento – conveniente in ogni senso. Ed ecco servita, in sala di rappresentanza del Comune, l’immancabile diapositiva con tanto di tabella di raffronto: per produrre la stessa quantità di energia con l’eolico si dì lavoro a 542 persone, col nucleare a 100, con le centrali a carbone a 116. Occupazione & soldi. Soldi per le sempre asfittiche casse comunali.

A sentire il manager della “Castello di Monteselco” l’ente locale, se il parco off-shore venisse realizzato, per trent’anni andrebbe a incassare almeno un milione di euro all’anno. E la stima – ha subito aggiunto l’imprenditore – sicuramente per difetto. (m.mong.)