• Articolo , 23 dicembre 2010
  • Irlanda, pubblicata la legge sul Climate Change

  • Dopo 18 mesi arriva in Parlamento il Climate Change Response Bill 2010. Nuovi contenuti per la legge che se approvata concentrerà gli sforzi per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, come ricordato dai ministri Gormley e Cuffe

(Rinnovabili.it) – L’Irlanda si avvicina sempre più all’eccellenza in fatto di lotta al cambiamento climatico. Lo dimostra l’odierna pubblicazione del *Climate Change Response Bill 2010* la cui proposta, delineata lo scorso 16 dicembre, ha visto la luce dopo ben diciotto mesi di preparativi.
Dopo aver confermato l’assoluta priorità legislativa i ministri Gormley e Cuffe seguiranno lo stato di avanzamento lavori attraverso il passaggio della proposta all’Houses of the Oireachtas, il Parlamento irlandese, per arrivare alla promulgazione della legge nel febbraio del 2011 quando verrà stabilita la base legale su come il governo combatterà il Climate Change.
All’interno della proposta nuovi target di riduzione delle emissioni fissati al 2020, 2030 e 2050; un nuovo piano nazionale che andrà a comprendere sia manovre di adattamento che di mitigazione climatica; un rapporto annuale sulle condizioni generali che dovrà essere redatto annualmente e consegnato ai rami del Parlamento; e la creazione di un nuovo Expert Advisory Body, un corpo consultivo composto da esperti che sapranno e dovranno consigliare il governo e la politica su come agire al meglio in favore della riduzione dei danni causati dall’innalzamento della temperatura globale e sull’attuazione di nuovi progetti, sempre più sostenibili.
“Questa normativa verte sulla pianificazione per il futuro. Si tratta di proteggere la nostra economia e la nostra società a lungo termine” ha specificato il Ministro Gormley ricordando “La costruzione di un’economia a bassa emissione di carbonio è una sfida enorme, ma è una sfida che porta con sé immense opportunità […] e vedrà lo sviluppo di nuovi settori industriali. Le nuove clean-tech sapranno creare nuovi posti di lavoro e sviluppare nuove fonti di economica e di sviluppo”.