• Articolo , 7 luglio 2011
  • ISPRA: dal rapporto rifiuti 2011 il profilo di un’Italia che si impegna

  • Bene al nord, meglio nel sud e ancora stabili i livelli di produzione di rifiuti al centro, con una percentuale di differenziata che cresce in Campania e Sardegna ma che rimane ancora sotto i livelli necessari

(Rinnovabili.it) – L’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ha pubblicato stamane il “Rapporto 2011 sui rifiuti”:http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Pubblicazioni/Rapporti/Documenti/rapporto_141_2011.html#Sommario e per l’Italia ci sono buone notizie: il quantitativo di rifiuti urbani prodotti è in calo (-1%) ma in Campania la situazione rimane grave.
Oltre alla media nazionale diminuisce, nel periodo di riferimento calcolato tra il 2008 e il 2009, anche il valore procapite: ogni abitante ha prodotto 9 kg di rifiuti in meno all’anno (-1,6%) arrivando ad un totale di *532 kg per persona*.
Cresce invece la *raccolta differenziata*. Il nord è vicino a raggiungere il 50% mentre il centro e il sud, nonostante i miglioramenti, hanno ottenuto rispettivamente il 24,9% e il 19,1%. La regione più virtuosa? Il Trentino Alto Adige con il 57,8% seguita dal Veneto (57,5%) per poi passare al sud: bene la Sardegna che differenzia il 42,5% dei rifiuti anche se la crescita maggiore delle percentuali è da attribuirsi, a gran sorpresa, alla Campania, dove si ricicla ad un tasso percentuale del 29,3%. Male il Molise, che però quest’anno ha superato la quota 10% raggiungendo il 10,3% mentre rimane ancora agli ultimi posti la Sicilia, che il 10% non lo raggiunge affatto.
Tra le *città con più di 150mila abitanti* oltre al 49,9% di Reggio Emilia vanno sottolineate le percentuali di Modena (47,4%) Ravenna e Parma (entrambe con il 45,2%) mentre Roma e Parma superano la percentuale del 20, quota sfiorata da Napoli che registra 18,3% con un aumento del 10% rispetto al 2008.
Nel documento la parte riservata ai dati relativi alle *discariche* rivela che il 40,6% dei rifiuti prodotti vengono conferiti in discarica, contro una media europea del 38% che proviene con un aumento del +1,4% dal *sud* nonostante i miglioramenti delle quote di differenziata ottenuti in Sardegna e Abruzzo. Il tutto si traduce in costi sempre maggiori per gli italiani che nel 2008 si sono trovati a dover sborsare mediamente il 5,1% in più rispetto all’anno precedente per far fronte alle spese di gestione della spazzatura.