• Articolo , 22 aprile 2010
  • Ispra: l’Italia inquina meno ma gli obiettivi sono lontani

  • In Italia migliorano le emissioni del settore trasporti ma a livello europeo la situazione è ancora critica. Dal documento traspare l’impegno nella lotta contro il climate change, ma gli sforzi non sono ancora sufficienti

(Rinnovabili.it) – Presentato stamattina a Roma l’ “Inventario nazionale 2010”:http://www.apat.gov.it/site/_contentfiles/00158100/158102_rapporto_113_2010.pdf sulle emissioni di gas serra redatto dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Il bilancio può considerarsi in parte soddisfacente: l’Italia nel biennio 2008-2009 ha registrato una calo delle emissioni inquinanti, anche se non in maniera sufficiente all’adempimento degli obiettivi contenuti nel protocollo di Kyoto.
“L’inventario presentato oggi – ha dichiarato il commissario dell’ISPRA, Prefetto Vincenzo Grimaldi – è lo strumento che rende possibile il monitoraggio e il reporting delle pressioni sull’ambiente atmosferico, ed è anche fondamentale per l’informazione ambientale rivolta all’opinione pubblica e alle Istituzioni, sia nazionali che locali”.
Il trend per i dati del 2008 segna un -2% di inquinanti rispetto all’anno precedente con previsioni per l’anno 2009 che fanno ben sperare aggirandosi intorno al -9% dato in parte collegato al rallentamento della produzione industriale come conseguenza diretta della crisi economica mondiale.
Tra i parametri in calo appare per la prima volta il dato relativo al settore dei trasporti su strada: si è passati dai 120 milioni di tonnellate del 2007 ai 115 del 2008.
Nonostante gli ottimi risultati raggiunti e la tendenza tutta in positivo derivante dalle politiche di riduzione di emissione adottate dal paese l’Italia è ancora lontana però dal raggiungere quel 6,5% in meno in riferimento ai dati del 1990, obiettivo fissato al 2012. Sono lontani anche gli obiettivi dell’Unione Europea, che parlano addirittura di un -30% e di una diminuzione dell’85% riferendosi rispettivamente al 2020 e al 2050.
Dall’indagine è emerso il poco virtuosismo dell’Italia nei settori residenziale e servizi dove le emissioni sono andate crescendo del 10% dal 1990 al 2008 mentre sul continente il livello generale ha registrato un abbassamento del 13,6%. Alla fine dei conti la medaglia nera per l’inquinamento può essere quindi consegnata al settore trasporti europeo con un +20% seguito dal 16% derivante dalla produzione di energia.
Se si vogliono raggiungere gli obiettivi fissati si potrà però ricorrere alla gestione dei crediti derivanti dall’assorbimento di CO2 del settore forestale, quantificato in circa 10 milioni di tonnellate e alla messa in atto di progetti legati alla diminuzione della produzione di inquinanti nei paesi in via di sviluppo.