• Articolo , 10 maggio 2010
  • Israele alla conquista del mercato delle rinnovabili cinesi

  • Molte aziende israeliane che operano nei diversi comparti delle rinnovabili esporteranno le loro tecnologie per riciclare l’acqua e sfruttare l’energia solare anche in Cina

(Rinnovabili.it) – Ora che anche la Cina “si apre alle eco-energie”:http://www.rinnovabili.it/la-cina-si-converte-al-green-puntando-tutto-sulle-rinnovabili595500, come ha annunciato qualche settimana fa il primo ministro Wen Jiabao, il suo “mercato verde” fa gola soprattutto alle aziende di Israele. Le società israeliane che operano nei diversi comparti delle rinnovabili, infatti, sarebbero pronte a investire e a esportare tecnologie e materiali anche in Cina. Ad annunciare il grande piano di investimenti israeliano, che prevede, ad esempio l’esportazione di sistemi di riciclo dell’acqua, desalinizzazione e sfruttamento dell’energia solare, è stato il ministro per la protezione ambientale di Israele, Gilad Erdan. Un annuncio che è arrivato in un momento particolarmente importante per il futuro sviluppo economico della Cina che dipenderà, tra le altre cose, anche da nuove soluzioni ai problemi dell’inquinamento e della contaminazione dell’acqua, causata dal massiccio spostamento della popolazione dalla campagna alla città.
Proprio per questo il ministro israeliano Erdan, ha voluto ribadire, dopo aver visitato la Grande Muraglia, la disponibilità delle società israeliane a dare il loro contributo per rendere più _green_ l’economia cinese. “Penso che le possibilità siano infinite – ha spiegato Erdan – le aziende israeliane che sfruttano nuove tecnologie potranno avere molte occasioni in Cina”.
Israele, infatti, sta già da tempo potenziando la sua economia nel settore rinnovabili e attualmente circa il 40% del suo prodotto interno lordo è costituito dalle esportazioni. La Cina, invece, proprio in questi primi mesi del 2010, ha accelerato il cammino verso una maggiore produzione di elettricità sfruttando l’energia del sole e di tutte le fonti rinnovabili, dopo l’impegno, altrettanto importante, a tagliare drasticamente le sue emissioni inquinanti entro il 2020.