• Articolo , 19 gennaio 2011
  • Istat: ecco l’Italia delle rinnovabili e dell’impegno ambientale

  • Pubblicato oggi “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” attraverso indicatori economici, sociali, demografici e ambientali, la sua collocazione nel contesto europeo e le differenze regionali che lo caratterizzano

(Rinnovabili.it) – L’Italia è uno degli stati europei con minori consumi pro capite di energia elettrica nel parterre dei paesi di grandi dimensioni, con una stima per l’anno 2009 di 4.908,5 kWh per abitante per il 20,5% coperti grazie alle fonti rinnovabili. E’ quanto emerge dal rapporto Istat “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”:http://noi-italia.istat.it/index.php?id=3 un completo rapporto sui diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese analizzati sia in relazione al contesto europeo che tramite l’analisi della dinamica di sviluppo regionale.
Un paese che, preso nel suo profilo energetico, non riesce ancora a liberarsi della forte dipendenza dai mercati esteri e dalla consistente quota elettricità prodotta da fonte termoelettrica ma che nel complesso mostra un andamento in discesa soprattutto grazie al fronte industriale, nel periodo 2006–2009. Nel Belpaese, rivela l’Istat, la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta dalle eco-energie (pari al 20,5%), ha registrato un incremento di 3,9 punti percentuali rispetto al 2008. Secondo le stime della Commissione europea l’Italia 2010 dovrebbe raggiungere una quota pari al 22,55% della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili rispetto al consumo interno lordo di elettricità.
Analizzando la generazione di energia elettrica verde attraverso il filtro regionale si scopre che Valle d’Aosta e il Trentino-Alto Adige nel 2009 hanno registrato una produzione rinnovabile alla richiesta interna e che, mentre le altre regioni del Nord presentano valori sempre al di sotto del 18,0%, svettano in classifica Piemonte (28,7%) e Friuli-Venezia Giulia (23,4%). Nel Centro i valori più consistenti si registrano in Toscana e Umbria (rispettivamente 30,1 e 26,3 per cento), il più basso nel Lazio (5,9 per cento); nel Mezzogiorno si segnalano, tra le regioni che presentano i valori più elevati dell’indicatore, la Calabria con il 44,7 per cento, il Molise con il 42,0 per cento e l’Abruzzo con il 36,0 per cento.
Nessuna buona novità sul fronte ambientale dove aumentano le emissioni di gas serra rispetto al 1990 del 4,7% (benché dal 2005 l’andamento del fenomeno sia decrescente) e, nonostante una riduzione dei rifiuti urbani smaltiti in discarica, si detiene ancora un valore superiore alla media europea, con 286,1 kg di rifiuti per abitante. Il consumo pro capite di acqua potabile registra un incremento dell’1,2% negli ultimi dieci anni: nel 2008 sono stati erogati 92,5 m3 di acqua potabile per abitante e il 38,0% delle famiglie italiane segnala problemi relativi all’inquinamento dell’aria nella zona di residenza e il 19,6% lamenta la presenza di odori sgradevoli (anno 2010).
Nel complesso dei comuni capoluogo di provincia, la popolazione dispone di 105,9 m2 per abitante di aree verdi o di particolare interesse naturalistico (anno 2009), con un incremento del 2,8% rispetto al 2000.