• Articolo , 9 dicembre 2010
  • Italia candidata a prima della classe UE per gli obiettivi 2020

  • Secondo uno studio di Ambiente Italia il nostro paese potrebbe ambire a diventare una delle nazioni più virtuose dell’Unione per contenimento dei consumi e taglio delle emissioni, portando dal -20 al -30% l’obiettivo generale da raggiungere al 2020 come proposto dalla Commissione

(Rinnovabili.it) – Per una volta si potrebbe ambire ad occupare il podio e non a portare a casa il cucchiaio di legno. L’Italia potrebbe diventare “la prima della classe” e alzare il target della riduzione delle emissioni da -20 a -30%, come proposto dalla Commissione, potrebbe essere un obiettivo fattibile per il nostro paese. Un obiettivo ancora più ambizioso di quello stabilito per il 2020 che sarebbe a “portata di mano” per l’Italia come testimoniano i dati di uno studio realizzato dall’Istituto di ricerche Ambiente Italia presentato oggi a Roma da AzzeroCO2 Legambiente in collaborazione con Legambiente e Kyoto Club.
Secondo l’indagine intervenendo con politiche e incentivi per migliorare l’efficienza energetica in alcuni settori strategici, tra i quali gli edifici, gli autoveicoli e il bike sharing, sarebbe possibile raggiungere una riduzione dei consumi energetici di circa 9Mtep che poterebbe a un taglio delle emissioni di CO2 di 28Mt entro il 2020. Obiettivi che l’Italia potrà raggiungere con interventi strategici che, come sottolinea una nota di Legambiente “si ripagano da soli perché sulla base della spesa ipotizzabile, dei tempi di vita utile degli interventi e del mancato costo di acquisto dell’energia, il saldo dell’operazione risulta positivo, con un attivo di 16 miliardi di euro”.
Sognando di raggiungere target sempre crescenti nella riduzione delle emissioni climalteranti l’Italia dovrà monitorare con attenzione soprattutto i prossimi anni che segneranno la definitiva uscita dalla fase di crisi. “Per il nostro paese diventa quindi strategico evitare che risalga la curva delle emissioni una volta usciti dalla crisi – si legge nella nota dell’associazione ambientalista – mentre ancora più interessante diventa la possibilità per l’Italia di un passaggio degli obiettivi europei al 2020 a -30%”. Secondo lo studio presentato segnali più che positivi arrivano anche dal mondo delle imprese che sarebbero in grado di intervenire in tutti i settori strategici: dalla riqualificazione del patrimonio edilizio (2 milioni di interventi sulle strutture edilizie opache e oltre 600.000 interventi sulle strutture edilizie trasparenti) agli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli ambienti, passando per la sostituzione di 3,5 milioni di autoveicoli e nello sviluppo del bike sharing.