• Articolo , 28 aprile 2009
  • Italia come Inghilterra, un gruppo di imprese per ridurre la CO2

  • Cambiamenti climatici ed efficienza energetica sul tavolo dell’incontro, durato circa un’ora, tra il principe di Galles Carlo e il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia alla presenza di una folta delegazione di imprenditori

(Rinnovabili.it) – Fortemente voluta dal Prince Carlo d’Inghilterra la Corporate Leaders Group on Climate Change riunisce in sé tra le massime società britanniche ed internazionali, tra cui anche l’italiana Enel, impegnate a sviluppare nuove politiche a lungo termine per affrontare il surriscaldamento globale. Le azioni intraprese gravitano su misure di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sullo sviluppo di tecnologie eco-friendly capaci di produrre energia senza ricadute sull’ambiente e sono dettate da un’urgenza condivisa dalle società partecipanti. Un’urgenza avvertita anche dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che al termine dell’incontro con l’erede al trono inglese e una delegazione di imprenditori italiani ha annunciato che su questa stessa linea nascerà anche in Italia un gruppo di lavoro di indirizzato alla lotta ai cambiamenti climatici; ad aderire Barilla, Italcementi, Pirelli, Telecom e Bulgari, oltre ovviamente ad Enel, con la prospettiva di ampliare rapidamente il numero. L’incontro “breve ma molto interessante”, ha spiegato la Marcegaglia, è stata l’occasione per riconoscere “con il principe Carlo che, da parte delle aziende di tutto il mondo, c’è un impegno molto forte per la riduzione di emissioni di CO2, un impegno preso anche al G8 Business summit”.
Il gruppo di imprese italiane, secondo quanto riportato dal numero uno degli industriali, lavorerà proprio su questo tema, unendosi al Corporate Leaders Group, con l’obiettivo di riuscir a diffondere “la consapevolezza all’interno elle imprese che si può fare molto per l’efficienza energetica, dal sistema di riciclo ai motori elettrici”. Si tratta di una questione cara a Confindustria già attiva sul fronte e ora ancor più stimolata a proseguire su questa strada; in tal senso l’autunno vedrà un altro incontro tra gli industriali per prepararsi a Copenaghen e “lavorare per la diffusione della cultura dell’efficienza energetica anche nelle piccole e medie imprese”.

Per l’a.d. di Enel, Fulvio Conti, gli sforzi compiuti dal settore devono però essere sostenuti da governo ed Istituzioni, perché l’industria da sola non può vincere la sfida contro il cambiamento climatico. “Il raggiungimento dell’obiettivo zero emissioni di Co2 entro il 2050 – ha affermato Conti -, può essere raggiunto dall’Europa solo con meccanismi di mercato che siano in grado di conferire valore economico alle tecnologie di riduzione delle emissioni. Esse però richiedono l’adozione da parte dei Governi di politiche che accompagnino le misure necessarie a colmare il divario tecnologico che il mercato da solo non riesce a colmare”.