• Articolo , 27 giugno 2008
  • Italia e Giappone unite per l’“Auto Innovation Design”

  • Veicoli ad emissione zero che possono muoversi come un ragno in tutte le direzioni, cambiare pelle e funzionare. Il prototipo nascerà da un accordo italo-giapponese

La creatività italiana può riconquistare il posto di assoluto rilievo che le spetta nel mondo dell’auto, grazie al nuovo concetto di “Innovation design”. E’ risultato evidente a Tokyo, in occasione dell’incontro “Auto Innovation Design: Italy and Japan towards a cleaner, smarter car” organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura in Giappone e dall’Ambasciata d’Italia.
L’incontro è stata l’occasione per presentare un progetto inedito, che mira alla realizzazione – per la prima volta in assoluto – di un prototipo “Italia-Giappone”. Il prototipo nascerà su tre elementi di base molto chiari: utilizzo di combustibili ricavati da fonti non fossili, innovativo sistema di trazione “ad architettura aperta”, capace cioè di integrare diverse tecnologie in base alla fonte energetica sfruttata, per ottenere emissioni zero dal tubo di scarico. L’obiettivo dei tre coordinatori italo-giaponesi del progetto, Cirps Sapienza Università di Roma, Ken Okuyama Design e Torino Design, è di riuscire ad attirare il meglio delle conoscenze e delle capacità tecnologiche di Italia e Giappone per presentare il prototipo al Motorshow di Tokyo (“www.tokyo-motorshow.com”:www.tokyo-motorshow.com) ad ottobre 2009 ed al Motorshow di Bologna (“www.motorshow.it”:www.motorshow.it) a dicembre 2009, oltre che ad H2Roma energy&mobility show (“www.h2roma.org”:www.h2roma.org) del prossimo anno.
Con l’Auto innovation design vedono la luce nuove forme e nuovi concetti di veicolo, basati su nuove soluzioni tecnologiche per l’alimentazione, la trazione, la guida e la connessione con l’esterno. Non un design che cerca forme affascinanti con cui vestire tecnologie note, quindi. Ma un design che inventa nuove forme e nuove funzionalità, adeguate alle esigenze di mobilità, comodità, appagamento estetico di oggi e di domani, stimolando la tecnologia a fornire soluzioni adeguate per renderle realmente realizzabili. Al tempo stesso, l’innovazione tecnologica non insegue lo sviluppo di nuove soluzioni da accomodare in forme e proporzioni già note, ma trascina la fantasia degli stilisti a concepire nuove linee, addirittura nuovi utilizzi del veicolo indotte dalle potenzialità tecnologiche messe a disposizione.
A Tokyo, grazie allo sforzo della Sapienza Università di Roma e della piemontese Torino Design, l’Italia dell’auto ha portato alcune delle sue eccellenze a dibattere, con i Giapponesi, il tema dell’Auto innovation design. Il fine è quello di trovare nuove strade lungo le quali far ripartire l’industria dell’auto del nostro Paese. Assieme ai due gruppi promotori, anche il Centro Ricerche Fiat, la Ferrari, la Magneti Marelli, la Pirelli, hanno mostrato come nel Belpaese ci siano le capacità e la voglia per realizzare auto più intelligenti, innanzitutto perchè svincolate dall’utilizzo del petrolio e dei suoi derivati.
Le grandi marche giapponesi hanno risposto all’appello italiano, stimolate dalla Ken Okuyama Design e dimostrando che con nuove idee l’amata quattro ruote può sicuramente ripartire. La Nissan, la Honda, la Mitsubishi e l’associazione dei costruttori giapponesi JAMA hanno partecipato all’incontro presso l’Istituto Italiano di Cultura.
Il veicolo che può venir fuori già oggi da un processo di innovation design è collegato con l’esterno come un Blackberry, si muove in tutte le direzioni come un ragno, cambia abito, funzione, scopo, addirittura durante la stessa giornata, può viaggiare da solo, oppure incolonnato con altri suoi simili in una specie di trenino che lo integra ai trasporti pubblici. E soprattutto non inquina. Mai, nemmeno in fase di costruzione o dismissione, perchè è incredibile scoprire quanti componenti possano già oggi essere realizzati con materiali completamente biologici o riciclabili.
Due i prototipi più vicini a questo concetto e già presentati al grande pubblico: il veicolo HOST, costruito da un consorzio di nove aziende e università europee capitanate dalla Sapienza Università di Roma, presentato lo scorso luglio in anteprima mondiale statica all’edizione 2007 di H2 Roma, e la Nissan Pivo 2 presentata al salone di Tokyo 2007. Entrambi i prototipi, seppur con soluzioni diverse, permettono di cambiare verso di marcia senza dover compiere manovre (HOST ruota su se stesso, Nissan Pivo 2 fa ruotare l’abitacolo), ed entrambi hanno una trazione puramente elettrica. Con un sistema ibrido diesel-elettrico e batterie al litio per HOST, con sole batterie e ricarica dalla rete per la Pivo 2.