• Articolo , 9 dicembre 2008
  • Italia isolata sul clima? La Prestigiacomo lo nega

  • A sentire il ministro dell’Ambiente, la posizione del governo Berlusconi in ambito Ue, sulla questione del pacchetto clima-energia non vede l’Italia isolata.

“Non c’è stato nessun isolamento” rispetto alla posizione dell’Italia sull’accordo per il clima e Roma “fa benissimo ad evitare che su settori che già oggi vivono una crisi pesante non si scarichi una tassa che alla fine non riduce la Co2, perchè se quelle aziende decidono di docalizzarsi emetteranno l’ennesima Co2 in paesi dove non ci sono limiti”. Così il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, intervenendo questa mattina a Repubblica Tv.
“Il governo italiano – ha dichiarato la Prestigiacomo, sostenendo così la tesi di tutto l’esecutivo Berlusconi – è unito nel denunciare non che sia sbagliato impegnarci per ridurre i gas serra, ma che gli oneri di ripartizione per ogni paese membro non tenevano conto della situazione di partenza. Questo errore di sottovalutazione era già stato fatto con un po’ di leggerezza con gli impegni di Kyoto, che saranno difficilissimi da raggiungere con conseguenti sanzioni: un governo non si assume impegni per fare bella figura e scaricare sulle future generazioni degli oneri così importanti che produrranno delle sanzioni. Noi – ha continuato Prestigiacomo – ci siamo battuti affinchè ci siano oneri per l’Italia collegati alla nostra situazione, abbiamo posto un problema di equità e di costi e il commissario Dimas ci ha confermato che il costo medio dell’Italia era comunque superiore del 40% rispetto agli altri Paesi”.
Ovviamente per il ministro il fatto che il governo Berlusconi sia isolato nella sua posizione in ambito Ue “è stato un argomento molto strumentale: non c’è mai stato e, chi in queste ore segue il negoziato, sa bene che Spagna e Germania sono in fibrillazione e che si lavora senza pausa per cercare di chiudere. È chiaro che la presidenza Sarkozy vuole chiudere, perchè poi il provvedimento va approvato dal Parlamento europeo in modo che ci sia un impegno già assunto prima dell’appuntamento di Copenhagen nel 2014. Stiamo lavorando affinchè non ci siano conseguenze negative da questo accordo, ma gli impegni devono essere mantenuti”.
In ogni caso la Prestigiacomo ha messo, come dire, le mani avanti, dichiarando: “è chiaro che dopo Copenhagen tutte le persone di buon senso immaginano che ci sia una revisione dell’accordo”.