• Articolo , 8 aprile 2011
  • Italia, recepita la Direttiva sulla tutela penale dell’ambiente

  • Con il recepimento della Direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente, l’inquinamento e il danneggiamento del suolo, dell’aria e delle acque verranno puniti come reato, senza tralasciare la responsabilità delle persone fisiche

(Rinnovabili.it) – L’Italia ha recepito la direttiva europea 2008/99/CE sulla tutela penale dell’ambiente. “Una risposta contro i crimini ambientali che chiediamo da quasi vent’anni, quando iniziammo ad occuparci di ecomafia. Il nostro impegno sarà ora quello di continuare a vigilare affinché il Governo, secondo quanto previsto dall’Unione Europea, completi definitivamente tutto il procedimento legislativo, senza ulteriori indugi e dandone piena attuazione” ha commentato Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale di Legambiente.
Nello specifico l’approvazione dello schema di decreto legislativo che recepisce le direttive 2008/99 e 2009/123 dà seguito all’obbligo imposto dall’Unione Europea a favore della tutela penale dell’ambiente, un passo in avanti nella salvaguardia del patrimonio naturale tutelato dai danni a persone e/o cose.
La direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE relativa all’inquinamento provocato dalle navi e all’introduzione di sanzioni per violazioni, obbliga gli Stati Membri ad inserire all’interno delle normative nazionali sanzioni pecuniarie per chi scarica sostanze inquinanti nelle acque ma anche in aria e nel suolo, fino ad arrivare a punire la produzione, importazione ed immissione sul mercato, ma anche l’uso, di sostanze che vanno a danneggiare lo strato di ozono secondo i dettami del meccanismo conosciuto come del _”Chi inquina paga”_.
Inserendo nel proprio diritto penale interno disposizioni a tutela dell’ambiente gli Stati potranno arrivare ad evitare disparità tra le nazioni in fatto di definizione dei reati ambientali, iniziando da qui a considerare la violazione come vero e proprio reato, il cui ventaglio sarà notevolmente allargato.
Nel caso specifico dell’Italia dovranno essere adottati almeno 9 comportamenti illeciti da considerare e trattare come reati includendo, oltre all’emissione e l’immissione di inquinanti in aria, acque e suolo i danni alle persone fisiche o alla qualità di aria, acqua e suolo, fauna e flora. Verranno inoltre definiti i margini e gli ambiti da trattare per la gestione corretta e legale dei rifiuti: la raccolta, il trasporto e il recupero dei rifiuti e i danni da essi provocati saranno punibili come reati, così come le persone direttamente responsabili.