• Articolo , 10 dicembre 2009
  • Klimaforum09, conferenza “alternativa” a Copenhagen

  • Una manifestazione alternativa alla Conferenza che nasce dalle esperienze della città di Copenhagen che, da sola, infila una serie di record sulla sostenbilità e l’eco compatibilità, tanto da far parlare di un’auspicabile “copenhaghizzazione” delle altre capitali europee.

(Rinnovabili.it) – “C’è un solo vertice sul clima che conta: il summit della gente”. Con questo slogan l’avanguardia verde si è data appuntamento a Copenhagen, in una manifestazione che si pone in alternativa a quella ufficiale. I delusi dalla politica e dalle strategie ante-conferenza optano così per “Klimaforum09”, che sceglie l’entusiasmo, il tirare dritto per la sua strada di un’organizzazione dovuta a Kristine Holten-Anderson, un architetto neanche trentenne capace di radunare tra attivisti, scienziati, artisti, 6000 persone inclusi Naomi Klein, l’autrice di “No Logo”, bandiera dei no global e Vandana Shiva, la famosa attivista e ambientalista indiana.
La Anderson ripete da giorni: “Sarebbe molto imbarazzante per i leader uscire dalla Conferenza senza impegni specifici, mentre la gente comune, nella stessa città, ha escogitato soluzioni concrete”.
Già perché tutto parte da quello che ha fatto la gente e che ha fatto a Copenhagen. E se per molti la Conferenza sarà un altro punto di partenza, la città dimostra il fatto che, da sola, negli ultimi dieci anni ha ridotto le emissioni del 25% e oggi le taglia di un altro 20 (sul 2005) e diverrà “carbon neutral” entro il 2025. Sarà, cioè, a emissioni zero. Lo promette la “The city of Copenhagen”, composta da un milione e duecentomila abitanti dell’area metropolitana, firmando “Eco-Metropolis”, ambizioso progetto lanciato già nel 2007.
Qui girano taxi e autobus elettrici o alimentati da biogas. L’impegno ambientalista con il fregio di “Green Businesses” campeggia in molti negozi ed è la parola d’ordine della maggior parte degli alberghi, (anche il lussuoso Nimb, il più caro di tutti, è a impatto zero). C’è il nuovo tipo di asfalto per combattere l’inquinamento sonoro dovuto al traffico. Si disincentiva l’uso dell’auto con tassazioni altissime. Il porto mercantile vanta un’acqua limpida. Funziona un termovalorizzatore da 560 mila tonnellate di rifiuti all’anno. E si dice scherzando “Copenhagenize”: “copenaghenizzare” le altre capitali. Perché è la città che per prima ha pedonalizzato il suo centro, nel 1962, può pretenderlo.
“Vogliamo essere un modello a 360 gradi – dichiara Hans Christian Christiansen, esperto ambientale in prima linea nel progetto Eco-Metropolis – Vogliamo diventare la migliore città al mondo per i ciclisti con la nostra rete di piste ciclabili lunga 450 chilometri con un terzo dei cittadini che va a lavoro in bici”.
“Non dobbiamo limitarci a marciare educatamente e a costituire tavole rotonde. ha dichiarato Naomi Klein. Se Seattle è stato il partito che esce, questo dovrebbe essere l’avvento del partito di età. E, come un mio amico di nome John Jordan dice, mi auguro che siamo cresciuti fino ad essere ancora più disobbedienti. Perché ci sono migliaia di combustione di combustibili fossili per arrivare qui? Perché dobbiamo costruire un movimento di massa a livello mondiale che non permetterà che i leader di cavarsela con quello che stanno cercando di farla franca. Pensatela come la madre di tutte le compensazioni di carbonio“.
L’accordo di Copenaghen può trasformarsi nel peggior tipo di capitalismo dei disastri, ha affermato sempre Naomi Klein ieri sera. Nel suo discorso per Klimaforum09, il vertice “alternativo”, ha detto al migliaio di attivisti, o giù di lì, che si trattava di una possibilità di portare avanti la costruzione della nuova convergenza, il movimento dei movimenti, che ha cominciato “tanti anni fa a Seattle, la lotta contro la privatizzazione della vita stessa“. Questa è l’occasione per “continuare la conversazione, che era così bruscamente interrotta dall’ 11 settembre”.