• Articolo , 12 aprile 2010
  • L’Arabia Saudita punta sul sole per dissalare l’acqua marina

  • Un nuovo progetto in collaborazione con IBM potrebbe consentire al più grande paese produttore di acqua dissalata al mondo di realizzare un sistema capace di contenere i costi e potenziare i rendimenti energetici.

(Rinnovabili.it) – La partnership durava da tempo ma questa volta IBM e la King Abdulaziz City for Science and Technology, l’organizzazione saudita per lo sviluppo tecnologico, hanno annunciato il via libera a un progetto che potrebbe fare dell’energia solare il vero motore di sviluppo dell’intera area mediorientale. IBM e KACST, infatti, stanno collaborando per creare un grande impianto di dissalazione dell’acqua marina interamente a energia solare. Un passo in avanti significativo per il paese arabo, che da solo ricava dal mare la quantità più elevata di acqua dolce nel mondo. L’accordo siglato con l’azienda americana punta a rendere più efficiente la produzione di risorsa idrica potabile e, allo stesso tempo, promette costi molto contenuti rispetto ai metodi tradizionali. Si stima che il nuovo impianto, che verrà realizzato nella città di Al Khafji, potrà dissetare almeno 100.000 persone , grazie alla produzione giornaliera di 30.000 metri cubi di acqua dolce.
Innovativa, però sarà anche la tecnologia utilizzata: KACST e IBM vogliono sfruttare la UHCPV (Ultra-High Concentrator Photovoltaic), capace di far funzionare un sistema fotovoltaico ad una concentrazione superiore a 1.500 soli. Per la dissalazione dell’acqua marina, invece, sarà una nanomembrana a trattenere sali e tossine presenti nell’acqua, tutto con consumi energetici ridotti rispetto ai metodi fin ora utilizzati. Ma a essere contenuti saranno soprattutto i costi.
I metodi tradizionali usati per ottenere acqua dolce dal mare sono attualmente due: uno basato sulla tecnologia termica e l’altro sull’osmosi inversa, ma i loro costi rendono difficile la gestione degli impianti. In particolare il sistema dell’osmosi inversa, pur essendo altamente efficiente per la dissalazione, non riesce a rispondere bene alle sfide del biofouling, della degradazione del cloro e del basso flusso. La nuova frontiera del solare e della speciale nanomembrana promette, invece, di abbattere le spese e propone un nuova via per rendere più economico e rapido l’accesso all’acqua dissalata. Lo studio di IBM e KACST, infatti, ha voluto migliorare le membrane polimeriche, agendo sulle loro proprietà su nanoscala.
“La nostra ricerca collaborativa con il KACST ha condotto a tecnologie innovative nel campo dell’energia solare e della dissalazione dell’acqua”, ha spiegato Sharon Nunes, Vice President, IBM Big Green Innovations. “Utilizzando queste nuove tecnologie, creeremo sistemi efficienti in termini energetici che, siamo convinti, potranno essere implementati in tutta l’Arabia Saudita e a livello mondiale”. Un nuovo sistema, dunque, che una volta testato in Arabia Saudita, potrebbe essere esportato in altri paesi e, allo stesso tempo, potrebbe dare il via libera a un nuovo processo di offerta di acqua dolce su scala mondiale, anche per i paesi emergenti.