• Articolo , 18 aprile 2011
  • L’Australia come la UE, tasse sul biodiesel degli USA

  • Il governo federale imporrà dazi sulle importazioni di biodiesel Usa, dopo più di un anno di indagini sulle denunce di dumping

(Rinnovabili.it) Non c’è un attimo di calma per il mercato del biodiesel statunitense. Dopo la “decisione di Bruxelles”:http://www.rinnovabili.it/biodiesel-scacco-matto-al-b99-usa-702357 di adottare nella primavera 2009 misure comunitarie antidumping e compensative nei confronti delle importazioni del B99, anche l’Australia ha deciso di dar seguito alle denunce dei propri produttori nei confronti della concorrenza americana. L’industria australiana del biodiesel, al pari di quanto aveva lamentato due anni fa l’European Biodiesel Board, sostiene una posizione protezionista nei confronti di importazioni capaci di “uccidere” la produzione locale non essendo in grado di competere lealmente con il B99, fortemente sovvenzionato negli Stati Uniti. E dopo oltre un anno di indagini l’Australian Customs and Boarder Protection Services è giunto alla conclusione che l’export in questione danneggi l’industria locale, intasando letteralmente il mercato. Il ministro federale per gli Affari Interni, Brendan O’Connor, ha accettato le raccomandazioni dell’Agenzia delle Dogane, stabilendo che le frontiere potranno ora, in teoria, applicare un dazio del 95 per cento sul biodiesel Usa; in realtà, molto più semplicemente verrà applicata un’imposta che i livelli il mercato per i produttori australiani. Soddisfatta l’Associazione Biocarburanti “Siamo contenti di questa sentenza. L’industria ha atteso questo momento per diversi mesi”.