• Articolo , 25 giugno 2008
  • L’Ecoguida di Greenpeace boccia le aziende dell’hi-tech

  • L’associazione ambientalista rimanda a settembre tutte le grandi aziende del settore dell’Information and communication technology perché poco adempienti nei confronti dell’ambiente

Brutti voti in tutela ambientale sulle “pagelle” delle grandi aziende del settore dell’Information and communication technology (ICT). Greenpeace ha presentato oggi i dati dell’ottava edizione della Greener electronics guide, l’Ecoguida ai prodotti elettronici, aggiungendo da quest’anno nuovi criteri di valutazione come l’impatto sui cambiamenti climatici e il rafforzamento di quelli già esistenti. Il risultato è stato che tutte le 18 aziende classificate hanno perso punteggio, ottenendo una media di 5 punti su 10. A fare eccezione solo Sony Ericsson e Sony che tuttavia superano di poco la metà della classifica. Tra i nuovi criteri del 2008 la richiesta alle aziende di mostrare il loro impegno nella riduzione globale delle emissioni di gas a effetto serra, obbligatoria dopo Kyoto. Inoltre le aziende devono impegnarsi a ridurre le emissioni durante tutto il processo produttivo. Vittoria Polidori, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace, spiega che l’Associazione si aspetta che il settore dell’ICT si assuma la leadership nel combattere il cambiamento climatico attraverso la riduzione delle proprie emissioni di CO2 sia dirette che indirette. Soprattutto in considerazione del fatto che detiene attualmente il 2% delle emissioni globali di gas a effetto serra, le stesse prodotte dall’aviazione. La classifica generale vede: Sony Ericsson 5.1; Sony 5.1; Nokia 4.8; Samsung 4.5; Dell 4.5; Toshiba 4.3; Acer 4.3; Panasonic 4.3; Motorola 4.3; HP 4.3; Apple 4.1; Sharp 3.9; Lenovo 3.9; Philips 3.7; Fujitsu Siemens 3.7; LG 3.3; Microsoft 2.15; Nintendo 0.8