• Articolo , 26 marzo 2009
  • L’energia del futuro A Latina impianto solare termodinamico

  • Sono stati brevettati nei centri Enea di Portici e della Casaccia i tubi ricevitori solari a sali fusi per centrali del solare termodinamico. Un bel successo per Enea e che ha suscitato l’interesse di numerosi Paesi che si affacciano sulla costa Sud del Mediterraneo. Il fotovoltaico a concentrazione è una tecnologia elaborata nei centri Enea […]

Sono stati brevettati nei centri Enea di Portici e della Casaccia i tubi ricevitori solari a sali fusi per centrali del solare termodinamico. Un bel successo per Enea e che ha suscitato l’interesse di numerosi Paesi che si affacciano sulla costa Sud del Mediterraneo.
Il fotovoltaico a concentrazione è una tecnologia elaborata nei centri Enea con lenti che concentrano i raggi del sole realizzando maggiore efficienza. Si produce energia ad alte temperature e si può anche accumulare grazie a questi tubi ad alto valore tecnologico e a basso costo che sopportano temperature di 550° contro i 380° consueti. Ma questo tipo di installazioni ha bisogno di grandi superfici, tant’è vero che si pensa di costruirli nei deserti del Nord Africa. Utilizzando il sole per evaporare l’acqua del mare si ottiene anche acqua potabile. Un bene di valore immenso in zone aride. L’energia prodotta in eccesso rispetto ai bisogni locali dovrebbe essere trasportata in Europa con elettrodotti. Un progetto avveniristico? Non tanto, ci crede l’Unione Europea, e molti Paesi sono interessati, Francia in testa. «Credo sia necessario un forte impegno in questo programma – sostiene con vigore il presidente dell’Enea Luigi Paganetto – per il nostro Paese è una grande opportunità, visto che possediamo per una volta la tecnologia». Impianti simili funzionano già in America e non hanno bisogno di molta manutenzione.
Un progetto sul quale Confindustria Lazio è pronta a scommettere. Ancora non è stato individuato il luogo preciso in cui sorgerà il primo impianto solare termodinamico nel Lazio, ma un bacino interessante è la provincia di Latina, una pianura inondata di sole. Dovrebbe trattarsi di un’area industriale dismessa da recuperare, piuttosto ampia perché per produrre un megawatt servono dai due ai quattro ettari di superficie. Sarà un impianto industriale, in piena regola, di 30 megawatt e avrà una funzione fortemente innovativa. Servirà anche come banco di prova per realizzare impianti di 150-200 megawatt in Nord Africa. Tempi? «Siamo in partenza, c’è un accordo fra Enea e Confindustria Lazio. E un investimento di 150 milioni di euro è una cosa seria, molto seria», dice Filippo Tortoriello, responsabile energia e ambiente dell’associazione degli imprenditori.
(Laura Gigliotti)