• Articolo , 16 aprile 2009
  • L’energia verde vira a Sud. Vento elettrico in Calabria

  • Nata da appena 4 mesi, è già la più grande. Uscita a dicembre da una costola dell’Enel, la società Green Power è la prima al mondo nel settore delle energie rinnovabili con 17 miliardi di chilowattora prodotti ogni anno. Primato ottenuto grazie soprattutto alla doppia dote della geotermia (700 megawatt installati) e dell’idroelettrico (1.500 megawatt) […]

Nata da appena 4 mesi, è già la più grande. Uscita a dicembre da una costola dell’Enel, la società Green Power è la prima al mondo nel settore delle energie rinnovabili con 17 miliardi di chilowattora prodotti ogni anno. Primato ottenuto grazie soprattutto alla doppia dote della geotermia (700 megawatt installati) e dell’idroelettrico (1.500 megawatt) ricevuta dalla casa madre. Ma grazie non solo a quella.
Prima di diventare una società a tutti gli effetti, la Green Power si è irrobustita come divisione dell’Enel puntando anche sulle altre fonti pulite, come eolico e solare, in tempi in cui l’elettricità verde non andava di moda, il settore delle rinnovabili veniva guardato dagli addetti ai lavori con sufficienza e la rivoluzione ambientalista di Barack Obama era di là da venire. Grazie alla scelta anticipatrice dell’azienda guidata da Fulvio Conti, ora l’Enel Green Power è presente in mezzo mondo, dagli Stati Uniti al Canada, e poi in Messico, Guatemala, Costa Rica, Salvador, Panama, Cile e Brasile. In Europa: Spagna, Francia, Grecia, Bulgaria, Romania.
Nel complesso la neonata società guidata da Francesco Starace gestisce 4.500 megawatt installati, di cui 2.500 in Italia, livelli di potenza di tutto rispetto relativamente alle energie rinnovabili, e ha un programma per la costruzione di impianti per altri 16 mila megawatt. Tutto ciò la rende assai robusta: per il 30 per cento del capitale messo in vendita chiede agli investitori istituzionali 3 miliardi di euro.
Secondo Starace, l’Enel Green Power ha i numeri per conservare non solo la leadership, ma per accentuarla. Prima di tutto perché opera in un mercato in forte crescita. Secondo le previsioni più accreditate, la capacità di energia elettrica installata con energie pulite passerà a livello mondiale da 1.054 gigawatt del 2006 a 2.400 del 2030, con incrementi più accentuati nel solare e nell’eolico. E poi l’Enel Green Power è destinata a primeggiare perché, a differenza di molte altre società del ramo, come quelle tedesche, che sono tante ma di dimensioni modeste, è collegata a una grande azienda elettrica e quindi in condizione di mettere nel piatto le risorse necessarie per investimenti di rilievo.
Il progetto più ravvicinato a cui sta lavorando in questo momento riguarda la Calabria. Un parco eolico sulla Sila con circa 150 pale per una capacità installata totale nel giro di 3 anni di circa 300 megawatt. Sempre che i piani vadano avanti spediti e nessuno si metta di traverso.
Per evitare lungaggini e incidenti di percorso l’Enel Green Power ha già concordato con molti enti locali della zona una serie di compensazioni, sorta di canoni e royalty sull’elettricità prodotta.
Nella regione meridionale la società dell’Enel opera d’intesa con un altro gigante energetico, i giapponesi dell’Eurus, una joint- venture che mette insieme due realtà di primo piano a livello mondiale: la Toyota, azienda famosa per le auto, e la Tepco, la massima società elettrica del Giappone e tra le più grandi del mondo che serve, tra l’altro, la città di Tokyo.
Da un anno i giapponesi stanno studiando il territorio della Sila per verificare se è adatto per la produzione su larga scala di elettricità con il vento. Fugato ogni dubbio, si sono rivolti all’Enel Green Power e insieme investiranno 400 milioni di euro.