• Articolo , 3 febbraio 2010
  • L’eolico continua a dominare sulle tecnologie energetiche della UE

  • L’energia del vento, insieme a quella fotovoltaica, rappresenta il 61% della nuova capacità di produzione energetica dell’anno appena conclusosi. E i dati del nuovo rapporto Ewea spiegano come e perché l’eolico è tecnologia leader nel vecchio Continente

(Rinnovabili.it) – Nessuna smentita dal corso del 2009 per l’energia più amata dai Paesi dell’Unione Europea. Dati alla mano l’Ewea incorona, per il secondo anno consecutivo, l’eolico come la fonte energetica che ha registrato la maggiore crescita in termini di nuova capacità istallata, superando quindi ogni altra tecnologia di produzione. Le “statistiche”:http://www.ewea.org/fileadmin/ewea_documents/documents/statistics/general_stats_2009.pdf dell’industria europea mostrano che nell’anno passato all’energia del vento è da attribuire il 39% di tutta la nuova capacità energetica, seguita da gas (26%) e solare fotovoltaico (16%), mentre più dismessi appaiono il carbone e il nucleare. Per snocciolare un po’ di numeri: gli investimenti in nuove centrali eoliche, sempre a livello UE, nel 2009 hanno raggiunto quota 13 miliardi di euro, di cui 1,5 destinati esclusivamente all’off-shore; 10.163 i nuovi megawatt installati in tutta l’Unione europea – pari ad una produzione di 163 TWh – rappresentano un aumento del 23% rispetto al 2008 da attribuire per 9.581 MW all’on-shore e 582 MW all’offshore. “E’ un risultato notevole in un anno difficile”, ha detto Christian Kjaer, direttore generale dell’EWEA. “Le cifre, ancora una volta, confermano che l’energia eolica, insieme ad altre tecnologie rinnovabili e il passaggio dal carbone al gas, stanno portando ad una massiccia riduzione del carbonio europeo, creando nel contempo nuovi posti di lavoro per i cittadini”.
Nella classifica dei Paesi con la quota maggiore di nuova capacità installata, sul podio, nell’ordine: Spagna (24% – 2.459 MW), Germania (19% – 1.917 MW) e Italia (11% – 1.114 MW). Seguono al quarto posto la Francia (11% – 1.088 MW) e al quinto il Regno Unito (10% – 1.077 MW). E Kjaer non manca di aggiungere le prospettive a medio termine per le quali si dichiara “abbastanza ottimista” nonostante resti “problematico il finanziamento dei progetti”.