• Articolo , 30 ottobre 2008
  • L’Europarlamento: tra gli obiettivi tagliare la propria CO2

  • Il Bureau del PE di portare avanti un piano strategico per ridurre la propria impronta di carbonio del 30% superando quindi quel 20% previsto dal “pacchetto clima”

Soltanto lo scorso anno uno studio commissionato dai Verdi europei aveva rilevato come il pendolarismo mensile tra Bruxelles (sede delle riunioni di commissione e miniplenarie), Lussemburgo (uffici amministrativi e legali, traduzioni) e Strasburgo (sessioni plenarie) si traducesse, in termini di costi ambientali, in circa 20.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica. E per le tasche dei contribuenti europei ben 200 milioni di euro in più. Il Parlamento europeo era corso ai ripari, come riferisce uno studio interno, tagliando le proprie emissioni del 17% attraverso il ricorso all’elettricità da fonti rinnovabili per le proprie tre sedi, tutte con certificazione ecologica “Emas” (Environmental Management Scheme). Il Bureau ora annuncia un’ulteriore scorciata alla propria quota di CO2: l’intenzione è di operare un taglio del 30% per il 2020 e per questo il PE è pronto a presentare per l’inizio del prossimo anno un piano strategico contenente concrete misure di riduzione, riguardanti le aree che offrono più possibilità, ovvero la mobilità, l’IT, l’uso energetico e le infrastrutture edilizie.