• Articolo , 19 marzo 2008
  • L’industria dei biofuels procede, ma richiede prudenza

  • Si è svolta a Bruxelles la più grossa occasione in Europa per parlare dei sempre più controversi biocarburanti

Si è da poco conclusa la terza edizione di World Biofuels Markets, il convegno-esibizione incentrato sul mondo dei biocarburanti, che anche quest’anno ha visto la partecipazione di un centinaio di espositori provenienti da 56 Paesi ed un migliaio di partecipanti. Un’occasione per parlare di biocombustibili dunque, soprattutto dal lato della finanza, degli investimenti e delle politiche attuali, ma anche, come ha ricordato la commissaria Ue per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Mariann Fischer Boel, per sottolineare come questo tema sia sempre di più controverso. “I biocarburanti non sono né un colpo di genio, né un atto di follia. Si tratta di una politica reale per il mondo reale, e penso che essi rappresentino un nuovo strumento prezioso per la politica” ha dichiarato Boel ribadendo l’impegno europeo a favore delle bioenergie. Il quadro che ne viene fuori è quello di un mercato in continua espansione per i biocarburanti di seconda generazione, ed in particolare per ciò che concerne il bioetanolo prodotto a partire dalla cellulosa ed il biodiesel estratto dalle alghe marine. Tuttavia rimane una maggiore prudenza rispetto a qualche anno fa e lo stesso Ronald Oxburgh, presidente di biodiesel D1 Oils, aprendo i World Biofuels Markets ha tenuto a precisare che: “I biocarburanti del futuro potranno essere completamente sostenibili, ma saranno sicuramente più costosi. La produzione sostenibile dei biocarburanti dipende dalla produzione agricola integrata, tornando agli ideali del XVIII e XIX secolo, quando i frutti non si buttavano e si sfruttava ogni parte del raccolto. Così in futuro, avremo coltivazioni per il cibo e per il materiale greggio da carburante in diverse proporzioni, a seconda della richiesta locale”. Il materiale organico dei rifiuti industriali e urbani potrebbe essere una valida soluzione, così come l’integrazione con le biotecnologie (es. aggiunta di microrganismi ed enzimi per accelerare i processi) per aumentarne la produzione.